L'alta ristorazione è da sempre una pentola in perenne ebollizione. Anche se dalle classifiche compilate ogni anno dalle guide si ha l'impressione d'una sostanziale staticità, con la conferma al vertice dei «soliti noti», in verità quell'esito mette in secondo piano un turn over continuo, l'apertura di nuovi ambiziosi locali, lo spegnimento di storiche insegne. Il rinnovamento è dunque nelle cose.
Ma se in pochi mesi molti nella cerchia tutto sommato ristretta della ristorazione italiana di qualità confessano, tra una chiacchiera e l'altra sulla crisi, il proposito di mollare tutto e «cambiare» aria e se, soprattutto, più d'uno in poche settimane dà corso al progetto, siamo forse di fronte a qualcosa di diverso dalla routine. A ben guardare ogni scelta è figlia di una storia singolare, ma cio non toglie che l'effetto complessivo sia emblematico di una situazione, quasi che questa annata, almeno questa prima metà del 2010, possa andare in archivio sotto il segno del ripensamento, del rimettere in discussione ruolo e futuro della fascia più alta della ristorazione italiana.
Il primo fu Pierangelini
Anticipate dall'abbandono a sorpresa di Fulvio Pierangelini, che ormai due anni fa ha deciso di lasciare il suo Gambero Rosso di San Vincenzo, sono in effetti molte le scelte che in questi ultimi mesi hanno fatto discutere gli addetti ai lavori animando su internet le discussioni nei «blog» degli appassionati di cucina.
Ha destato ad esempio molta sorpresa il periodo sabbatico che ha scelto di prendersi Bruno Barbieri, il talentuoso chef che ha portato fino all'empireo delle due stelle Michelin l'Arquade, il ristorante gourmand del relais Villa del Quar a San Pietro in Cariano nel Veronese. Qua e là nella rete si legge della sua volontà di staccare dallo stress e ritirarsi in un piccolo ristorante in Sudamerica, c'è chi dice per un anno c'è chi dice per un lustro, sta di fatto che da qualche giorno il prestigioso ristorante tra le vigne del Soave è affidato a Massimo Sola, cuoco non meno eclettico che si era messo in luce (guadagnando una stella Michelin) col ristorante varesino «I quattro Mori», prima di vivere un'esperienza in Liguria e di questo ritorno in grande stile fra gli stellati.
Da Pavia a Cavenago
Preannunciata da voci che si sono rincorse per settimane è giunta a maturazione più meno negli stessi mesi anche la risoluzione del rapporto di collaborazione tra lo chef Luca Brasi e l'albergo Devero. Il cuoco bergamasco che si era messo in luce con la Lucanda di Osio Sotto, era parso trovare nell'hotel di Cavenago la quinta ideale per un'ulteriore crescita, ma evidentemente non tutto è andato secondo le previsioni e Luca, sempre stando ai bene informati, si è preso un periodo di riposo lontano dai fornelli.
Al suo posto dall'inizio di giugno è infatti approdato Enrico Bartolini, uno dei giovani più dotati dell'ultima generazione di chef, che ha lasciato le Robinie di Montescano, ristorante in collina molto piacevole anche se un po' isolato (e dove aveva comunque guadagnato un stella Michelin), per misurarsi con una struttura con più proposte, il ristorante d'albergo e quello gourmand, nel cuore del flusso dei commerci e degli affari. E con qualche curiosità tra i buongustai si guarda proprio all'esordio tanto del nuovo Enrico Bartolini a Cavenago quanto di Massimo Sola nel verde rigoglioso ed esclusivo del settentrione veronese (presto la recensione nella apposita rubrica di questa stessa pagina).
La rivolta di Igles
Per il terzo «esordio» si dovrà invece attendere ancora qualche tempo, perché per ora Igles Corelli, terzo protagonista di questa incompleta ricostruzione, ha solo annunciato di voler abbandonare la sua Locanda della Tamerice a Ostellato perché non condivide le scelte che gli amministratori locali hanno fatto su quel territorio. A fine anno andrà in Toscana, ma per ora, oltre che su Gambero Rosso Channel si può ancora trovarlo proprio a Ostellato. b.
2010, l'anno del ripensamento
Nell'alta ristorazione italiana, la primavera e l'estate hanno portato molti avvicendamenti in cucina. Chef famosi e premiati dalla critica scelgono di cambiare locale, altri di concedersi un po' di riposo.

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