«Una politica agricola che, alla luce degli indirizzi europei, sia caratterizzata da scelte coerenti e forti, che pongano al centro delle strategie economiche il ruolo fondamentale del sistema agroalimentare per la crescita, lo sviluppo e la competitività del Paese». É la richiesta avanzata dal il presidente dell’Upa di Brescia e di Confagricoltura Lombardia, Francesco Bettoni, durante i lavori dell’assemblea dell’Unione provinciale agricoltori.
Accanto all’annosa questione delle quote latte, l’agricoltura bresciana ha dovuto fare i conti con un anno che, come ha detto il presidente Upa, «è stato in assoluto il peggiore degli ultimi cinquanta». Il fatturato del settore primario bresciano è calato del 4,5% e i redditi degli imprenditori sono diminuiti del 25% in Italia, mentre la media europea è stata -12%. Il crollo dei prezzi ha causato gravissimi problemi di redditività, e le difficoltà di accesso al credito (che permangono) hanno fatto il resto.
La crisi dell’agricoltura dipende in gran parte da prezzi all’origine troppo bassi. Tuttavia, in questa situazione di incertezza, Bettoni ha invitato gli associati, e i giovani in particolare, a continuare a svolgere il proprio lavoro con entusiasmo e passione. Ecco perché i benefici che provengono dalla green economy possono essere complementari, ma non alternativi all’attività di produzione agricola.