La cattedrale che Bagolino dedicata a San Giorgio ha preso ad animarsi presto domenica mattina. Erano da poco suonate le 6 quando i primi balarì hanno cominciato a presentarsi, alla spicciolata. Davanti a tutti i ballerini del Carnevale, poi le loro mogli e le fidanzate, anche loro vestite in abiti tradizionali. Hanno deposto sugli altari laterali della chiesa i loro cappelli coperti di anelli d’oro, ma soprattutto le loro maschere ed è l’unico momento che lo fanno. La messa è stata celebrata dal prevosto don Arturo Viani, con in parroco di Vestone don Dino Martinelli e il suo curato don Paolo.
C’erano anche il parroco di Mura-Comero-Casto don Giulio Corini, don Gigi Moretti curato di Rovato, don Ovidio Vezzoli curato di Bagolino. Dopo la messa il via ai primi due balli sotto il campanile, in mezzo a tantissime persone. La prima danza è stata «Mascherina», la preferita da don Arturo. Poi, come vuole la tradizione, tutti sono stati invitati in canonica per una prima colazione, a base di panini e dolcetti, ma soprattutto col brodo di gallo, bevanda corroborante ritenuta indispensabile perché possa prendere il via la intensa due giorni danzante.