Brescia e Hinterland

Il Rigamonti resta brutto, ma più sicuro

Dopo il giro di vite contro la violenza negli stadi, calano i Daspo nei confronti dei tifosi del Brescia.

Bello, non è bello. I tifosi delle Rondinelle lo sanno benissimo e i bresciani se lo sentono ripetere anche in tv, quando nelle rubriche sportive nazionali vanno in onda le immagini delle partite del Brescia. Ma, almeno, lo stadio Rigamonti è diventato più sicuro, con un calo degli episodi di violenza all'interno e nelle immediate vicinanze e nuovi strumenti di controllo.

Non solo: i suoi ultrà, che restano tra i più pericolosi secondo le statistiche in mano a chi gestisce l'ordine pubblico, si sono dati una calmata. Basti pensare che i provvedimenti Daspo emessi dalla Questura nei loro confronti nel 2011 sono stati 6, contro, ad esempio, i 21 del 2005 e i 31 del 2009. Più in generale, il «Divieto di accedere alle manifestazioni sportive» ha raggiunto 88 tifosi bresciani tra il 2005 e il 2007, con l'aggiunta di 34 provvedimenti per tifosi ospiti. Per fare un raffronto, nei cinque anni precedenti i provvedimenti sfiorano le cinquecento unità. A conferma del calo tendenziale, vi è poi il dato del 2012: fino ad ora un solo supporter si è beccato il Daspo a Brescia. Si tratta di un tifoso del Forlì troppo ubriaco ed esuberante durante la sfida cestistica contro la Centrale del Latte.

I numeri sono stati illustrati dal vicario del questore Emanuele Ricifari. Con soddisfazione, perché «è cambiato l'approccio al fenomeno sportivo» da parte di chi ha in capo l'ordine pubblico e la sicurezza prima e durante le manifestazioni sportive. Un cambiamento che ha portato «esiti molto buoni, oggettivamente e statisticamente», con una «drastica diminuzione degli incidenti, degli episodi di violenza e anche delle intemperanze del pubblico». Non solo negli stadi, ma anche nei percorsi di avvicinamento. Appartengono ormai al passato scontri come quelli visti in autogrill tra bresciani e piacentini.

La strategia di prevenzione e controllo viene applicata anche alle tifoserie di Lumezzane, FeralpiSalò e Montichiari. In questa prima parte della stagione, sono stati solo tre i supporter denunciati e non ci sono stati arresti. Un fatto, questo, «che non si era mai verificato» aggiunge il vicequestore vicario.

Qualcuno dirà: calano le violenze perché allo stadio vanno in pochi. Secondo i dati comunicati da Ricifari, però, «l'erosione degli spettatori è avvenuta tra il 2000 e il 2005», mentre la diminuzione delle violenze è successiva e diventa evidente a partire dal 2007.
 

Tornando al Rigamonti, difetti estetici e di comfort a parte, sono state fatte delle migliorie sul fronte della sicurezza. Ci sono, ad esempio, 36 telecamere collegate col sistema di videosorveglianza cittadino di Questura e Vigili del fuoco. È stata inoltre creata una «sala regia» per controllare ciò che accade dentro e fuori lo stadio. L'ingresso degli ultras ospiti è diventato «blindato» e sono state schermate le pareti divisorie tra il settore ospiti e gli altri, per togliere ai tifosi la possibilità di provocarsi a vicenda. E dato che i comportamenti dei tifosi sono migliorati, seguendo le indicazioni del Viminale sono state ridotte alcune barriere come gli spuntoni, le buche, il filo spinato e le reti lungo gradinata e tribuna.

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Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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