Brescia e Hinterland

Disinnescata la bomba alla Piccola

La bomba è stata fatta brillare nella cava di Rezzato, concludendo così l'iter per il suo disinnesco
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Alle 15.25 è stato fatto brillare alla cava Rezzola di Rezzato l’ordigno bellico americano, rinvenuto lo scorso novembre alla Piccola velocita di Brescia. Si è così concluso il lungo iter per il suo disinnesco, iniziato giovedì mattina all'alba con le operazioni di sgombero della zona di via Dalmazia.

Intorno a mezzogiorno, con un'ora di anticipo sulla tabella di marcia, si sono chiuse le operazioni di despolettamento dell'ordigno alla Piccola. Da quell'ora è quindi ripresa la circolazione ferroviaria e si è proceduto a far rientrare a casa i circa mille residenti della zona.

Le operazioni di despolettamento erano cominciate giovedì mattina intorno alle 8.30. Una squadra di 22 uomini del X Reggimento Genio Guastatori di Cremona ha lavorato per rimuovere i due detonatori, quello anteriore e quello posteriore, e disinnescare così l’ordigno bellico. La rimozione è avvenuta a distanza, attraverso la tecnica della chiave a razzo o ad impatto.

Dopo aver posato nell'area più di ottocento metri cubi di terriccio a costituire un cono di protezione in caso di scoppio accidentale dell'ordigno, gli artificieri del X Guastatori di Cremona hanno eseguito il delicato intervento di rimozione delle due spolette a percussione. Di seguito, con tutte le cautele del caso, l'ordigne è stato trasferito nella cava di Rezzato.

Qui, interrato e coperto da sei metri di terra, l’ordigno è stato fatto brillare con una carica di tritolo e plastico PE4.  La zona è stata fatta sgomberare nel raggio di 300 metri; proibito anche il sorvolo dell’area per tutta la durata delle operazioni. Se la bomba da 243 chili fosse esplosa in condizioni normali - ha fatto sapere il sottotenente Alessandro Butano -, avrebbe potuto fare danni a persone e cose nel raggio di oltre un chilometro.

«Dopo essere stato sganciato da un aereo americano durante il secondo conflitto mondiale - ha spiegato il comandante del X Reggimento Genio Guastatori di Cremona, il colonnello Pierfrancesco Cacciagrano - l’ordigno non è esploso perchè ha impattato contro una struttura, senza che la spoletta venisse toccata, facendo scattare l’innesco. Lo si capisce dall’ammaccatura che la bomba presentava sul retro».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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