Un grazie agli educatori del Don Bosco
pesso ci sentiamo dire: «Scarpi? Cento? Corte?» «Sì, mamma, sono i nostri educatori». Educatori della grande famiglia salesiana di Brescia, i tre giovani in questione (al secolo Scarpella, Centonze e Cortesi, ma nessuno li chiama così) sono solo la punta dell'iceberg di un movimento che a nostro avviso fa dell'Istituto Salesiano del quartiere Don Bosco una scuola davvero speciale. La scuola alla quale abbiamo affidato i nostri figli non solo perché crescessero dal punto di vista scolastico ma anche educativo (ed anche sotto questo profilo possiamo dire che lo staff è davvero all'altezza), come giovani donne e giovani uomini. Al fianco di questi ragazzi c'è una comunità salesiana guidata dal suo direttore don Marco Cremonesi, che nonostante tutte le «crisi economiche» ha avuto il coraggio di «spendere e puntare» sull'educativo, come faceva il suo San Giovanni Bosco. Accanto a lui don Massimo e don Sergio e al loro fianco ci sono anche tanti altri giovani, che stanno «studiando» per diventare animatori salesiani e che regalano parte del loro tempo ai più giovani compagni per aiutarli a crescere, così come altri hanno fatto con loro. È un circolo virtuoso, che alla fine dell'anno scolastico (ma non delle attività dell'Istituto Salesiano di Brescia) ci piace porre in evidenza come genitori. E dire grazie a Scarpi, Cento e Corte è un modo per dire grazie a tutti coloro che stanno con il cuore aiutando i nostri figli a crescere formati come «buoni cristiani e onesti cittadini». Grazie salesiani ed educatori del don Bosco.
Un gruppo di genitori
del Don Bosco
Brescia
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia


