Nel resto d'Europa il «nostro» articolo 18 dello Statuto dei lavoratori viene visto come una sorta di anomalia del nostro sistema legislativo. Lo riporta Il Sole 24 Ore illustrando le modalità di licenziamento previste nei maggiori paesi del Vecchio Continente. Dove in particolare modo si evince che la peculiarità italiana dell'articolo 18 sta nella mancanza di un'alternativa alla reintegrazione e l'assenza di un tetto al risarcimento del danno. Dunque in presenza dei requisiti numerici e in assenza di un giustificato motivo, il licenziamento in Italia non prevede un'opzione «B» per il giudice, nè tantomeno un tetto massimo per il risarcimento che potrà essere quantificato solo al termine del procedimento. Aggiungiamo però che negli altri Paesi d'Europa non è in vigore una regola comune: in Francia, ad esempio, si ha diritto a sei mensilità se licenziati senza causa, mentre nel Regno Unito il rimborso può arrivare fino a 69mila sterline.
Così la situazione in Europa
Nel resto d'Europa il «nostro» articolo 18 viene visto come una sorta di anomalia del nostro sistema legislativo.
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