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AGRICOLTURA

Un progetto per rilanciare gli olivi camuni


Valcamonica
23 feb 2021, 06:00
Olivi in Valle Camonica - © www.giornaledibrescia.it

Olivi in Valle Camonica - © www.giornaledibrescia.it

L’associazione per i produttori agricoli di Valcamonica Apav lancia un ambizioso programma di recupero e sviluppo dell’olivicoltura nella media e bassa Valle Camonica e sull’alto Sebino bresciano e bergamasco. Perché la coltivazione dell’olivo in questo territorio avrebbe una grande potenzialità, ma mancherebbe un coordinamento a supporto della buona volontà degli operatori. Ovvero di chi dovrebbe «cambiare il proprio atteggiamento mentale nei confronti di una produzione in grado di raggiungere livelli di qualità altissimi».

Nella zona della media e bassa Valle sono presenti circa 15mila piante di varia età ed anche Pisogne è ricco di oliveti, mentre più a sud, sul Sebino bergamasco, la coltivazione ha origini antichissime ed esiste una varietà autoctona, chiamata «sbresa», d’epoca romana. «Gli olivicoltori - dicono gli esperti Apav - hanno un grado di competenze a macchia di leopardo, buona volontà individuale, scarso coordinamento e parecchio individualismo.

Realizzano in alcuni casi un buon prodotto, in altri mediocre. L’olivicoltura dell’area è all’anno zero, visto che non ci sono mai stati rapporti tra i tre territori per promuovere il settore: l’idea oggi è di creare un polo unitario sebino-camuno, per sviluppare attività di formazione, addestramento e commercializzazione».

Interventi. L’associazione ha già individuato una serie di interventi necessari per la promozione e lo sviluppo della cultura olivicola e olearia, tra cui l’avvio di un frantoio, la realizzazione di un corso di coltivazione e potatura dell’olivo, un programma di assistenza tecnica, il coinvolgimento delle tre Comunità montane, il recupero dei terreni marginali e la valorizzazione della «sbresa». L’Apav mette a disposizione la propria esperienza in tema di formazione e addestramento pratico organizzando convegni, dimostrazioni e corsi. Il calendario del progetto è già stabilito: febbraio è dedicato all’incontro con gli olivicoltori, a marzo Apav metterà in campo una scuola di potatura e coltivazione; si prosegue ad aprile, maggio e successivi con l’assistenza tecnica sulla coltivazione olivicola.

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