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BRENO

Sant’Antonio, nuova voce e ritmo a campane e lancette


Valcamonica
12 set 2018, 07:00
La torre. Uno scorcio della chiesa di Sant’Antonio

La torre. Uno scorcio della chiesa di Sant’Antonio

Uno degli angoli più suggestivi di Breno, e forse anche dell’intera Vallecamonica, è la piazza Sant’Antonio, stretta tra le abitazioni più antiche del paese. A renderla speciale è soprattutto l’antica chiesa, che custodisce gli affreschi del Romanino, e il suo campanile posto a fianco, con quell’orologio che la rende davvero unica.

La torre con le annesse campane, come pure l’affascinante orologio, non svolgono però più da tempo la loro funzione: i grossi bronzi sono purtroppo muti e le lancette non girano più a scandire il tempo dei brenesi. Per opporsi a questo oblio, l'Amministrazione comunale ha quindi avviato uno studio con l’obiettivo di arrivare al restauro e alla riattivazione del complesso campanario della torre della chiesa di piazza Sant’Antonio.

I bronzi che un tempo risuonavano, sia per richiamare i fedeli alle funzioni sia per segnalare altre necessità civiche, sono stati realizzati da due distinti fonditori e in due diversi periodi storici. La campana maggiore da Giuseppe Soletti nel 1738 (diametro di 1.195 millimetri e peso di 950 chili, la nota riprodotta è un Mi) e la minore da Marino Fanzago nel 1562 (diametro di 742, peso di circa 240, nota Si). Il Soletti fu uno dei professionisti più prestigiosi del Settecento e risiedeva a Breno, con un sapere millenario che si passava attraverso le dinastie e che finì poi alla famiglia della campanaria italiana Pruneri (il fondatore fu a bottega proprio a Breno). Lo stato di conservazione, nonostante l’età, è ancora buono, ma entrambe necessitano di restauro: in particolare, ai ceppi e alle ruote delle campane in legno e alla ferramenta di sostegno.

L’orologio, costruito nel 1755, nel corso del tempo ha subìto varie modifiche: non espleta più la sua funzione perché l’apparato di ricarica dei pesi è guasto e perché manca una manutenzione ordinaria, da parte di tecnici competenti, degli organi di movimento meccanici e una loro pulizia (possiede ancora però tutti i componenti e organi meccanici). L’Amministrazione, dopo aver commissionato lo studio per verificare stato e necessità di tutti gli elementi, ha deciso di avviare un accurato lavoro di restauro per ripristinare la funzionalità completa della macchina, recuperando così una delle migliori ricchezze del paese.

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