I sospetti sono diventati certezze. Riccardo Lorenzi il compagno di Laura Ziliani aveva probabilmente capito tutto dopo quel fine settimana tra il 16 e il 18 aprile in cui l’ex vigilessa di Temù aveva accusato uno strano malore. Durato oltre 48 ore. «Quando ci incontrammo di persona il lunedì arrivai persino a dirle che l’avevano avvelenata. Lei si arrabbiò per la mia affermazione».
In quel weekend Laura Ziliani era realmente stata avvelenata dalle figlie Paola e Silvia Zani e da Mirto Milani, compagno della maggiore. «Altro non era che il prodromo dell'omicidio» secondo gli inquirenti.

Finalmente la coppia riesce a parlarsi al telefono: «Mi ha detto che dopo una cena con Silvia, Paola e con Mirto, si è adagiata sul divano e si è addormentata. Solo dopo essersi svegliata alle ore 12.30 circa, le figlie le avevano raccontato che si era addormentata sul divano e, al momento di andare a letto, non erano state in grado di svegliarla. L’avevano quindi accompagnata di peso sino a letto dov’era stata anche spogliata e le avevano messo il pigiama. Laura non ricordava nulla. Mi ha detto di non sapere cosa fosse accaduto e di non sentirsi bene».




