La materia prima arriva dal cielo. Così avranno pensato i numerosi appassionati di sport invernali salutando con gratitudine le nevicate di questo inizio d’inverno. Ma la neve è materia prima anche per l’estensione, il vigore e lo splendore dei ghiacciai alpini: se alla fine della stagione estiva la superficie di un ghiacciaio risulta priva di depositi di neve residua, infatti, la sua esistenza è minacciata. E così, nello stesso periodo in cui la neve ha ripreso a cadere leggera dal cielo, arrivano - pesanti come macigni - i dati del Servizio Glaciologico Lombardo dalla campagna 2021.
I volontari dell’associazione hanno effettuato anche nella scorsa estate il monitoraggio del ghiacciaio dell’Adamello che, con i suoi 14,35 chilometri quadrati di estensione, è tutt’ora il più vasto di tutte le Alpi italiane. Una parte dei dati rilevati viene fornita dalle paline ablatometriche, aste di legno infisse nel ghiaccio per 10 metri alla volta che, con la progressiva fusione del ghiaccio in superficie, restituiscono la misura dello spessore perso.


