Edolo crocevia di accoglienza: profughi ucraini e afghani insieme
Edolo crocevia dell’accoglienza della porzione più a nord della provincia. Se la scorsa estate la cittadina dell’alta Valcamonica si era distinta per l’arrivo di alcuni pullman di profughi afghani, ospitati nella base logistica dell’esercito, oggi la lingua straniera più parlata inizia a essere l’ucraino. Da una decina di giorni, infatti, la sede dell’ex convitto Bim, gestito dalla cooperativa Rosa camuna, ospita 32 cittadini scappati dai bombardamenti russi, quasi tutti mamme con bambini.
All’interno della struttura, dall’autunno sono dislocati anche 28 profughi dall’Afghanistan, gli ultimi rimasti sul territorio edolese dopo che la gestione è passata dal ministero della Difesa a quello degli Interni. La cooperativa, con la struttura di via Marconi, da tempo ha in essere una convenzione con la prefettura per l’accoglienza dei profughi e, avendo aperta l’ospitalità per i 28 afghani, ha dato la disponibilità degli altri 32 posti, così da arrivare ai 60 accreditati. L’immobile è dunque pieno, ma differente è la situazione dei due gruppi.
In sospeso
Gli afghani si sono ambientati e i bambini vanno a scuola, molti già parlano l’italiano piuttosto bene; gli ucraini, invece, vivono «in sospeso», non sapendo ancora se Edolo sarà la loro destinazione finale. Per questo non è possibile mettere a punto un’organizzazione dettagliata per i servizi: i bambini ucraini non frequentano la scuola e d’altro canto un inserimento così tardivo, ad aprile, potrebbe essere poco utile. Quel che è certo è che se la situazione in Ucraina dovesse risolversi, l’intenzione è di queste famiglie è rientrare subito, per ricongiungersi a papà e mariti. Gli afghani, invece, non torneranno più in patria e la loro vita futura sarà in Italia.
Per il momento i due gruppi convivono serenamente. Gli ucraini in maniera più discreta e silenziosa, anche perché sono ancora frastornati dal viaggio; gli afghani, ormai abituati a questa situazione, con un po’ più di rumore e di «pretese». Sono tutte famiglie alle quali non è stata però ancora assegnata una destinazione definitiva. Un fatto che, soprattutto ai padri, infastidisce parecchio, visto che una simile condizione impedisce loro di iniziare a programmare il futuro, trovarsi un lavoro e vivere una vita vera. Come dicevamo all’inizio, Edolo crocevia dell’accoglienza. Lo sarà ancora di più a partire dalla prossima settimana, visto che martedì è in arrivo un altro centinaio di profughi afghani, che saranno ospitati alla base logistica per qualche giorno, per la profilassi e l’isolamento Covid, prima d’essere smistati in altre località.
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