C’è aria di preoccupazione tra gli studenti dell’Università statale di Brescia. È arrivata ieri mattina - a sorpresa - la convocazione dell’annuale incontro per l’assegnazione delle residenze, su cui fanno affidamento soprattutto gli studenti che vengono da fuori sede. A sorpresa perché l’appuntamento è stato fissato per oggi pomeriggio, vale a dire con un preavviso di neppure 48 ore. Come fare per i ragazzi che risiedono fuori Regione ad arrivare per tempo? «Molti ci scrivono disperati - racconta Diego Donina, rappresentante degli studenti nel Senato Accademico per la lista Azione universitaria -. Già i posti disponibili si sono ridotti causa restrizioni per il Covid: ora c’è il rischio che qualcuno non si veda assegnata una camera, il che lederebbe lo stesso diritto allo studio. Abbiamo chiesto di poter effettuare una videochiamata, ma il permesso ci è stato negato in quanto contrario al regolamento».
UniBs gestisce 7 strutture per alloggi universitari che, in tempi «normali», sono in grado di accogliere 396 persone, ora ridotte a poco più di 150 (98 posti vanno, in base alla graduatoria, agli studenti iscritti ad anni successivi al primo e 57 alle matricole). I ragazzi che non possono recarsi personalmente alla riunione hanno un’alternativa: delegare una persona di fiducia per effettuare la scelta al loro posto. Non tutti però sono in grado, oltreché di provvedere immediatamente all’acquisto di un biglietto aereo o ferroviario, di individuare un sostituto. E, se ciò non avviene, lo studente assente risulta automaticamente «rinunciatario», perdendo così il proprio diritto all’assegnazione. «Ci sono gli studenti tutor delle residenze che si stanno prestando a fare da portavoce per chi non può essere presente - riferisce Donina -: non è detto però che tutti ci riescano. Quel che è assurdo è che si scarichino le responsabilità organizzative a livello centrale su queste figure».



