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IL CANTAUTORE

Sipolo: «Mi regalo il Sociale prima del tour europeo»


Tempo Libero
14 mar 2019, 14:29
Cantautore iseano, Alessandro Sipolo, in tournée con «Un altro equilibrio» - Foto © www.giornaledibrescia.it

Cantautore iseano, Alessandro Sipolo, in tournée con «Un altro equilibrio» - Foto © www.giornaledibrescia.it

Ha trovato «Un altro equilibrio», Alessandro Sipolo. Dopo la presentazione del suo terzo album, che si intitola proprio così, il cantautore iseano non ha enfatizzato l’ottima accoglienza ricevuta da critica e pubblico, decidendo di offrire al disco una vita live costruita con calma, in Italia come all’estero. Il punto d’arrivo della prima parte del tour, in attesa di un’appendice continentale, sarà nuovamente bresciano (è partito dalla Latteria Molloy), nella cornice insieme classica e frizzante del Teatro Sociale, dove l’artista si esibirà mercoledì 15 maggio (alle 20.30, biglietti da 10 e 15 euro, prevendite in teatro e su vivaticket).

Ad accompagnarlo, una formazione consolidata (Omar Ghazouli alla chitarra elettrica, Max Gabanizza al basso, Dudù Kouate alle percussioni, Alberto Venturini alla batteria, Enrico Mantovani alla pedal steel guitar, Paolo Malacarne alla tromba), impreziosita dalla ciliegina rappresentata dal sublime fisarmonicista Fausto Beccalossi, che lo stesso Sipolo definisce «una gioia che ci regaliamo volentieri, quando riusciamo a intercettarlo, se non è impegnato con fuoriclasse del calibro di Al Di Meola (con cui suonerà al "Druso" di Ranica, il 17 marzo, ndr)».

Alessandro, che effetto fa esibirsi in uno dei templi bresciani dello spettacolo? È un grande piacere e una grande responsabilità. Significa mettersi alla prova con un pubblico ampio, qualificato, esigente. Poterlo fare insieme ai miei compagni di strada e con l’apporto straordinario di Beccalossi mi rende, comunque, tranquillo. A cosa pensi, se dico Brescia? A una città in fermento, in cui si respira creatività. Un luogo che, sul versante musicale, mostra curiosità anche per proposte non allineate alle mode, con la disponibilità ad ascoltare persone che provano a fare cose diverse.

Per «Un nuovo equilibrio» hai scelto sonorità contaminate e racconti singoli invece di una narrazione da concept-album, come nei lavori precedenti... È sempre stata una mia caratteristica mescolare pubblico e privato, locale e globale. In questa occasione, tuttavia, intendevo raccogliere storie con una visione più internazionale, corredandole con suoni funzionali da world music. Volevo anche giocare con i testi letterari - da Camus a Fanon, da London a Calvino - e non solo con le vicende umane. Come immagini la tournée continentale? La considero un’opportunità di crescita. Ma è tutto in costruzione: voglio fare le cose senza fretta e con qualità, per godermele mentre accadono.

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