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«Roma e le genti del Po», Brescia si riscopre Brixia


Tempo Libero
8 apr 2015, 19:48
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La storia delle popolazioni della Pianura Padana e il loro progressivo assorbimento da parte di Roma sono ripercorsi nella mostra «Brixia. Roma e le genti del Po», presentata oggi a Milano alla Soprintendenza ai Beni Archeologici della Lombardia e in programma dal prossimo 9 maggio al 17 gennaio 2016 nel Museo di Santa Giulia di Brescia.

La nostra città, allora chiamata Brixia, è quella che nel Nord Italia possiede la maggior quantità di beni archeologici dell'epoca; per la mostra hanno comunque prestato reperti decine istituzioni museali: complessivamente vi saranno circa 500 opere. Fra i molti capolavori vi figurano il Frontone di Talamone, in terracotta ad alto rilievo e colorata, rappresentante il mito dei Sette contro Tebe; un busto fittile di guerriero, scultura in terracotta proveniente da Ravenna; Kelebe, grande vaso decorato a figure, da Adria; una statua panneggiata da Piacenza; una statua femminile realizzata da artista greco, da Milano; una lastra architettonica a rilievo, raffigurante l'abbraccio tra Dionisio ed Arianna, da Rimini; l'affresco di Sirmione, con l'immagine di un poeta che si ritiene fosse Catullo, nato a Verona e a lungo residente sul Garda. 

Obbiettivo della rassegna è illustrare il processo che vide protagoniste Roma e le popolazioni del Po, tra il III e la metà del I secolo a.C, con fasi conflittuali, ma anche di incontro e di integrazione, dando vita ad una straordinaria trasformazione storica e culturale.

Oltre all’esposizione più classica, Roma e le genti del Po, curata da Luigi Malnati e da Filli Rossi, offrirà anche ricostruzioni multimediali della pianura padana dell’epoca, delle prime città e delle attività produttive e agricole che vi si svilupparono. L'allestimento si preannuncia ambizioso, alla sua realizzazione hanno contribuito il Ministero dei beni culturali, la Soprintendenza archeologica della Lombardia, la Loggia e la Fondazione Brescia Musei. Le visite al Capitolium, al teatro romano e alla quarta cella del santuario repubblicano saranno parte integrante della mostra e costituiranno il primo passo per la valorizzazione completa del polo archeologico bresciano. 

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