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Il concerto

Jon Spencer, anima blues ricoperta da un'orgia di suoni rock


Tempo Libero
1 set 2015, 13:05

L’anima è indiscutibilmente blues, mentre il rivestimento punk apre al caos popolato dalle sonorità più disparate: è musica potente quella prodotta dalla Jon Spencer Blues Explosion, che frulla insieme garage, heavy funk, rockabilly, R&B, hip hop e dance; una lunga deflagrazione, un’ orgia di cromatismi sonori, con cui l’altra sera ha incendiato l’apertura stagionale della bresciana Latteria Artigianale Molloy

Soddisfatto il folto pubblico, che ha seraficamente sopportato qualche inconveniente tecnico legato alla riproduzione del suono, ben mascherato peraltro dall’energia al fulmicotone sprigionata da una band che dal vivo offre il meglio di sé.

La formazione è quella che esordì nella Grande Mela, sul nascere degli anni Novanta: Jon Spencer voce e chitarra, Russel Simins batteria, Judah Bauer seconda chitarra. Lo spettacolo mette proprio New York al centro della scena: «The Ballad of Joe Buck», «Betty vs. NYDP», «Down and Out», «Tales of Old New York: the Rock Box» (brani da «Freedom Tower-No Wave Dance Party 2015», l’ultimo lavoro in studio) sono racconti pulp che inquadrano l’unicità della megalopoli.

Spencer è il solito leader carismatico, anche quando gigioneggia e vuole religiosamente bilanciare la sua «White Jesus» con fulminei richiami a «Symphaty for the Devil» degli Stones. Il drumming è rabbioso, gli effetti elettronici hanno un sapore vagamente vintage, mentre le chitarre producono linee sincopate che trasmettono la sensazione della semplicità ma che sono articolate e ricche (in ciò ben lontane dall’origine punk), anche se non marcatamente originali: di certo il suono è compatto, avvolgente, trascinante. 

Poi lo sguardo si volge indietro, a situazioni e generi che non ci sono più, con il medley che unisce le cover di «She’s On It» dei Beastie Boys e di «Jack the Ripper» di Link Wray. 

E il treno del rock deraglia, vibrante e appagato, sui ritmi furiosi, sulle note acide e sulle distorsioni chitarristiche di vecchi successi di JSBX come «Train#2», «Leave Me Alone So I Can Rock Again», «Money Rock’n’Roll», «Blues X Man».

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