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AL BUNKERVIK

In mostra i «Relitti» di Sforzini, nuovo inizio grazie alla luce


Tempo Libero
14 gen 2022, 17:36
Opere in mostra - © www.giornaledibrescia.it

Opere in mostra - © www.giornaledibrescia.it

Il suo solito tratto è solo intuibile, ma c’è. Così come le figure che fluttuano nello spazio: l’arte di Davide Sforzini, formatore e artista bresciano, fino al 2020 era molto figurativa e antropomorfa. Ma la pandemia l’ha cambiato e, dopo un primo periodo in cui artisticamente nulla aveva più senso, è riuscito a riprendere in mano la matita (e il nylon, e la grafite) ricominciando da capo.

La mostra che ha inaugurato ieri sera nei corridoi del Bunkervik in via Odorici 6/b in città, che sarà visibile oggi e domani dalle 18.30 alle 21.30 e domenica dalle 16 alle 19 (ingresso con Green pass), mette in luce i risultati di questa metamorfosi. «Relitti» è il titolo dell’esposizione che inaugura il 2022 di questo spazio cittadino particolarmente amato dalla vicesindaca Laura Castelletti, che ha dichiarato ieri durante l’opening di essere contenta che sia proprio Sforzini ad aprire l’anno, «con una mostra raffinata e poetica che fa però intuire un percorso complicato».

In effetti, la mostra nasce dalla frustrazione di Sforzini durante il primo lockdown ed è ben visibile nelle opere, relitti in legno, vetro e solventi che trasmettono un senso di fluttuazione. La materia, rispetto alle sue opere pittoriche e grafiche (in mostra ce n’è solo una: l’ultima che ha disegnato prima dello stravolgimento), è lasciata a se stessa. Partendo dal mito della caverna (un lavoro da osservare al buio, con la luce di una torcia che rivela le ombre sulla parete), si passa al tema dell’esotico, con un’opera realizzata con precisione ma proposta nella sua versione appannata; vi sono poi figure che svaniscono, legami, fumo e dissoluzione della materia. Dieci opere che esistono (e cambiano) solo grazie alla luce che le sfiora.

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