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Los Angeles «48 Film Project»

Gira il corto a Sirmione, vola a Hollywood per un film


Tempo Libero
7 gen 2016, 17:26
Un frame del cortometraggio di Matteo Santi

Tutti i giovani cineasti sognano di girare un film a Hollywood e i più ambiziosi sperano anche di essere premiati. Il bresciano Marco Santi, a soli 25 anni, ha realizzato entrambi i desideri in un colpo solo.

Il suo cortometraggio «Clara», girato a Sirmione, ha vinto il concorso internazionale di Los Angeles «48 Film Project»: in palio 100mila dollari per produrre un film.

«A quanto pare a ventisei anni dirigerò il mio primo lungometraggio, come avevo pianificato. Certo, non pensavo che raggiungere l’obiettivo sarebbe stato facile, ma ho deciso di partecipare a questa gara proprio perché punto a realizzare un’opera prima» spiega il regista dalla Thailandia, mantenendo la tranquillità che lo contraddistingue.

In questi giorni si trova a Bangkok, pronto a partire per la Birmania per realizzare alcuni video per National Geographic. Marco negli Usa verrà premiato anche per il montaggio e a Brescia festeggiano in tanti: oltre che come miglior film «Clara» ha portato premi a Francesca Napoli (miglior attrice), Caterina Biffarino (miglior produzione) e al pugliese Stefano Milella (musiche originali), al lavoro anche con il regista camuno Gianfranco Gaioni.

«Il merito va a tutta la squadra, Francesco Andreoli per la direzione della fotografia e Silvio Bonomi per il sonoro, fino a Stefano Resciniti, Luca Spagnoli, Dario Khademi, Carlo Tellaroli, Daniele Macchini, Simone Lucchini e Alessandro Cavalli» afferma Santi, che è stato in grado di coordinare tutti per scrivere e produrre «Clara» in 48 ore, come richiesto dal festival.

Sì, perché per regolamento «ogni autore sceglie il momento più adatto per gareggiare, ma una volta avviata la procedura on line ci sono solo due giorni per ideare una storia, andare sul set, montare il film e inviarlo in America tramite web. Per essere sicuri che le opere siano davvero frutto dell’impegno di quelle poche ore ci sono tre parametri personalizzati da rispettare: un personaggio, un oggetto e una frase che vengono comunicati solo all’ultimo».

È così che in «Clara», scritto con Costanza Danelon, appare un fisioterapista di nome James, si vede utilizzare un profumo e nei dialoghi si sente la domanda: «È un pugnale quello che vedo davanti a me?». Il bando è rimasto aperto dal 6 gennaio al 18 dicembre 2015, e il corto ha preso forma in novembre, all’interno di una villa privata, grazie all’interpretazione dei quattro attori bresciani Francesca Napoli, Alessandro Mor, Giovanni Consoli e Davide Locci. Ambientato nel backstage di un film immaginario, durante una pausa tra un ciak e il successivo, descrive le relazioni problematiche tra il personaggio di Clara, attrice in crisi, e tre uomini, ovvero il regista, il fisioterapista e l’attore impegnato in una scena romantica con la protagonista.

«Gli organizzatori del festival mi hanno appena comunicato che ho un biglietto aereo per Hollywood, dove il 9 febbraio si terrà la premiazione nella sede del Directors Guild of America». La location aggiunge prestigio al riconoscimento: si tratta infatti del quartier generale della più importante associazione di categoria dei registi cinematografici e televisivi americani, che ogni anno conferisce un premio alla regia, il Dga Award, considerato indicativo per il risultato degli Oscar.

In attesa dell’appuntamento «Clara» è già visibile on line, sul sito della competizione. Era evidente che Santi sapesse destreggiarsi nelle sfide sotto pressione, dopo aver vinto le edizioni 2014 di «Brescia da Girare» (sezione del FilmLabFestival in collaborazione con l’Assessorato al turismo del Comune) e «InstaBa.Co.» (a Bagnolo Mella). 

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