Strada facendo

Saluber Jazz Festival: quando impresa e musica si uniscono per il sociale

Allestito nella zona indutriale di Calcinato e arrivato alla sua terza edizione nasce su impulso dei fratelli Ciro e Pierpaolo D’Amicis
Adriano Baffelli

Adriano Baffelli

Commentatore

Un momento dello spettacolo - © www.giornaledibrescia.it
Un momento dello spettacolo - © www.giornaledibrescia.it

Saluber Jazz Festival: ovvero, quando impresa e musica si mixano guardando all'arte, alla bellezza, al sociale, nel segno di una volontaria ed ampliata declinazione dell'articolo 41 della Costituzione. Penso a questo, nel bel mezzo di una nuova tappa di «Strada facendo», mentre partecipo alla prima delle tre serate della terza edizione del Saluber Jazz Festival, allestito negli spazi dell'omonima azienda di Calcinato, per volontà dei due fratelli, Ciro e Pierpaolo D'Amicis a capo rispettivamente delle sedi bresciana e pugliese della realtà specializzata nel pest control, vale a dire, la prevenzione, il controllo e gli interventi per eliminare parassiti e ospiti nocive per imprese, hotel, strutture pubbliche e residenze.

Saranno le reminiscenze della tesi di laurea imperniata sul Diritto pubblico dell'economia che mi rimandano al passaggio costituzionale legato all'indirizzo dell'attività economica verso fini sociali e ambientali, mentre le note e la voce della bravissima Jany McPherson incantano l'attento e appassionato pubblico assiepato nell'insolita, quanto ospitale, «Saluber Arena». Pianista, cantante e compositrice, considerata tra le voci più affascinanti del jazz contemporaneo, l'artista cubana propone le classiche improvvisazioni tipiche del jazz, unendo libere interpretazioni artistiche legate al suo personale stile, regalando magiche suggestioni.

Il Festival di Calcinato, forse il solo allestito in una zona industriale, rappresenta per espressa volontà dei promotori, un dono, (la partecipazione alle serate è completamente gratuita) per restituire valore alla collettività, al territorio, ai dipendenti, a clienti, fornitori, nonché cittadini e appassionati di musica, soprattutto jazz. Proprio come i due fratelli imprenditori, appassionati della musica all'insegna della spontaneità e dell'improvvisazione.

La qualità dell'iniziativa è garantita da Ernesto Rodriguez, in arte Ernesttico, apprezzato percussionista cubano, a dimostrazione che nulla è lasciato al caso e l'eccellenza qualitativa è una prerogativa della manifestazione. «Condividere la propria passione e rendere accessibile a tutti un linguaggio universale come quello della musica è il primo passo per creare una cultura d'impresa che guarda oltre il profitto e concepisce l'azienda come spazio e mezzo per portare benessere e bellezza artistica nel proprio territorio», dichiara con convinzione Ciro D'Amicis. Obiettivo raggiunto. Nell'ambito del Festival, anche la mostra fotografica «Suoni Senza Confini» di Fabio Rizzini, un viaggio visivo attraverso il linguaggio universale della musica. Quando l'impresa sa guardare oltre i pur doverosi e legittimi orizzonti del profitto.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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