Strada facendo

Manerbio, ripensando ad «Eredi Piedivico e famiglia»

L'antica Minervium e la Bassa circostante, con le sue cascine e le sue strade bianche, protagonisti di un libro di Andrea Vitali
Una veduta del municipio di Manerbio © www.giornaledibrescia.it
Una veduta del municipio di Manerbio © www.giornaledibrescia.it
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Lasciata l'autostrada e l'arteria d'asfalto, sulla quale s'affacciano attività produttive e commerciali, che si snoda dal casello della A21 al centro abitato, prima di un incontro di lavoro, posso passeggiare nel cuore di Manerbio, una delle cittadine riferimento nella vasta Bassa Bresciana.

Il pensiero corre alle pagine del romanzo «Eredi Piedivico e famiglia» di Andrea Vitali, nelle quali Manerbio non è un semplice sfondo geografico, è lo scenario, insieme alle zone limitrofe, che fa da sfondo alle vicende familiari che si dipanano per dodici lustri, dal primo Novecento sino agli anni Sessanta. Nella cornice manerbiese vive Oreste Piedivico, veterinario di campagna, professionista che raggiunge le cascine sparse nell'ampio territorio che mischia spazi di colture diverse e seminativi, percorrendo strade bianche a bordo di una motocicletta.

Talvolta più spedito di altre perché la nascita di un vitello è imminente. In tutta sincerità ci sono altri titoli del prolifico autore comasco, capace di piccoli gioielli come «Sono mancato all'affetto dei miei cari», amara commedia che mette alla berlina un modello maschile ormai desueto, decisamente più convincenti, pur se il racconto scorre gradevole. Certo, molto più delle pagine di «Genitori cercasi», tragicommedia di un ragazzino con una famiglia di disgraziati, testo esageratamente eccentrico e assai diverso dallo stile più apprezzabile di Vitali. L'autore ha parlato della volontà di trasferire la sua narrazione dal contesto del lago, quello di Como della sua natia Bellano, a «una pianura che è sorella del lago».

Con Manerbio protagonista del libro diviene la Bassa Bresciana, con la ricchezza dei suoi molti dettagli, altro che terra piatta e basta, con l'ambiente, come qualcuno ha scritto, che assume i tratti della «pianura anima», punteggiata da cascine, campi ricchi di una consistente produzione agricola, piccoli corsi d'acqua ed ecosistemi unici.

Accanto all'autenticità della terra, del suo silenzio e delle fatiche che racchiude, si fa apprezzare la solida trama urbana del centro di questo borgo consacrato alla dea Minerva, nei secoli lontani per questo chiamato Minervium, posto nel cuore della Bassa, tra Brescia e Cremona, che dal 1997 può fregiarsi del titolo di città, per meriti di carattere storico, culturale ed economico.

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