Strada facendo

Libera Università Lubes, dove la cultura si fa comunità

La vivace esperienza nata a Leno è un ateneo della curiosità, aperto a chiunque voglia continuare a imparare
Adriano Baffelli

Adriano Baffelli

Commentatore

La Lubes è nata nel 2010 per volontà della Fondazione Dominato Leonense, del Capirola e del Comune di Leno
La Lubes è nata nel 2010 per volontà della Fondazione Dominato Leonense, del Capirola e del Comune di Leno

Mi trovo a Leno, dove ho l’opportunità di conoscere un’interessante e vivace realtà. Nella quiete della pianura bresciana la cultura ha trovato una casa accogliente. Non un’università nel senso tradizionale, con esami e titoli, ma un luogo dove il sapere si intreccia con la vita quotidiana. Parlo della Lubes, Libera Università dei Santi Benedetto e Scolastica, nata nel 2010 per iniziativa della Fondazione Dominato Leonense, dell’Istituto «Capirola» e del Comune di Leno, un ateneo della curiosità, aperto a chiunque voglia continuare a imparare.

Il rettore della Lubes, oltre che uno dei promotori, è il professor Angelo Baronio, infaticabile tessitore di molte significative realtà, tra le quali il recente Hub della Conoscenza, nato per favorire la competitività e la sostenibilità dei territori della Bassa Bresciana, del Cremonese e del Mantovano.

Il professor Angelo Baronio © www.giornaledibrescia.it
Il professor Angelo Baronio © www.giornaledibrescia.it

Il programma

Il nome della Libera Università lenese, che unisce i santi Benedetto e Scolastica, è un omaggio alla tradizione monastica che un tempo fece di queste terre un centro di sapere e di lavoro. Il motto benedettino «ora et labora et lege et noli contristari in laetitia pacis» diventa qui una bussola morale: pregare, lavorare, studiare e vivere nella gioia della pace. Un programma che la Lubes traduce in incontri settimanali, lezioni e percorsi tematici, pensati per intrecciare conoscenza, esperienza e relazione.

Ogni anno, da ottobre a maggio, Villa Badia di Leno si riempie di voci e di presenze diverse: pensionati e insegnanti, professionisti, studenti, appassionati d’arte e di storia. L’appuntamento è per il mercoledì pomeriggio, giorno nel quale la comunità si riunisce per una sorta di collettiva riflessione all’insegna della Cultura a tutto tondo. Si passa dall’attualità dell’enciclica Rerum Novarum di Leone XIII all’arte greca alla musica di Ravel, da un dibattito sulla parità di genere alla visita a un museo del territorio o fuori provincia. In oltre dieci anni, la Lubes ha raccolto più di 1.500 partecipanti e coinvolto oltre 200 docenti, alternando più di 400 ore di lezioni. Numeri che, al di là delle statistiche, raccontano la vitalità di un progetto capace di far riscoprire la bellezza di un sapere gratuito, condiviso, mai fine a se stesso.

Storia locale

Quest’anno il programma guarda ancora alla civiltà benedettina, ma anche alla storia locale come chiave per leggere il mondo contemporaneo. È un modo per dire che la cultura non è un lusso o un esercizio astratto, ma un atto di cittadinanza. Forse è proprio questo il segreto della Lubes: ricordarci che imparare non è un privilegio, ma una forma di partecipazione alla vita comune. E che ogni volta che ci si riunisce per ascoltare, discutere, osservare insieme, in silenzio si costruisce un pezzo di comunità.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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