Strada facendo

La caserma Masotti dedicata a un carabiniere eroe bresciano

Il Comando carabinieri sorge nella bella Piazza Tebaldo Brusato
La caserma Masotti, sede del Comando provinciale dei Carabinieri © www.giornaledibrescia.it
La caserma Masotti, sede del Comando provinciale dei Carabinieri © www.giornaledibrescia.it
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Forse non apprezziamo abbastanza la bellezza delle nostre piazze cittadine, ognuna con una propria storia e personalità. Tra queste ammiro la semplice regolarità di Piazza Tebaldo Brusato, a due passi da Piazzale Arnaldo eppure capace di regalare una così diversa atmosfera, anche grazie al giardino pubblico racchiuso nel suo cuore e agli alberi che regalano frescura. Il nome è legato a un nobile guelfo, che si distinse eroicamente nella difesa di Brescia contro l'aggressione dell'imperatore VII. Già spazio nei secoli passati per i commercio e le botteghe artigiane, tanto da essere conosciuta anche come Mercato nuovo, successivamente avrebbe ospitato palazzi nobiliari, divenendo uno spazio ambito da nobili famiglie cittadine.

Sul lato est è adagiata la caserma del Comando provinciale carabinieri di Brescia, intitolata a Giuseppe Masotti, capitano dei reali carabinieri, medaglia d'argento durante la Prima Guerra mondiale. Il Comando Supremo riconobbe con la medaglia il suo valore con la seguente motivazione nel Bollettino ufficiale del primo aprile 1919: «Medaglia d'argento a Masotti Giuseppe, da Rivoltella (Brescia), Capitano, Divisione 58. Mirabile esempio di fermezza e coraggio. Incaricato del servizio di polizia, spingendosi fin sulle prime linee sotto il violento bombardamento nemico, vi riconduceva militari sbandati e disciplinava movimenti dei reparti che ripiegavano. Cadde colpito a morte da una scheggia di granata avversaria. Faiti, 27 ottobre 1917».

Faiti è un'altura carsica teatro di aspri combattimenti più riprese tra italiani e austriaci. Ricorderemo, transitando al cospetto della caserma che ospita i vertici dei carabinieri della nostra provincia, quotidianamente impegnati per garantire la nostra sicurezza, la figura del gardesano classe 1879, che diciottenne si arruolò come volontario nei reali carabinieri, distinguendosi, tanto che ventenne sarebbe stato classificato già ottimo sottufficiale. Si sarebbe anche in seguito più volte segnalato per la sua competenza professionale e per la sua abnegazione, anche operando in Sicilia e in Calabria, nonché in Emilia-Romagna, prima di trovare la morte sul fronte orientale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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