Strada facendo

Il ruolo e la valenza strategica del Monte Orfano

Il rilievo di origine glaciale segna il confine sud della Franciacorta
Adriano Baffelli

Adriano Baffelli

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Il complesso del convento dell'Annunciata di Rovato, sul pendio del monte Orfano © www.giornaledibrescia.it
Il complesso del convento dell'Annunciata di Rovato, sul pendio del monte Orfano © www.giornaledibrescia.it

Cammino lungo la sommità del Mont’Orfano, la lunga collina che s'incontra sulla sinistra tra Rovato e Palazzolo sull'Oglio percorrendo l'autostrada A4 da Brescia in direzione Milano delinea il limite meridionale della terra di Franciacorta che si estende sino al Lago d'Iseo. La bellezza e la posizione del luogo hanno attratto fin dall'antichità l'uomo, che vi si è stabilito per la prima volta all'epoca delle palafitte, durante l'età del bronzo.

Il Monte Orfano è dal punto di vista geologico il più antico e interessante affioramento della Pianura Padana. Si estende nei territori dei Comuni di Coccaglio, Cologne, Erbusco e Rovato per una lunghezza di oltre cinque chilometri. Il punto più alto tocca i 452 metri.

Il suo nome, Mont'Orfano, pare essere legato alla sua collocazione geografica che lo vede isolato da altri rilievi. Questo aspetto, che gli ha forse assegnato un nome poco felice, al tempo stesso gli ha creato nel corso della storia una notevole importanza strategica e militare. In vetta al monte sono stati ritrovati, infatti, resti di insediamenti difensivi che risalgono al periodo neolitico. Dopo i Celti furono invece gli Etruschi a costruire una fortezza utilizzata come base dalle forze presenti sul territorio. Nel quinto secolo i Cenomani costruirono persino dei bastioni in pietra e legna a difesa del territorio, fortificazioni poi ristrutturate e riutilizzate dai Romani che costruirono sulle fondamenta della fortezza etrusca una torre di avvistamento da cui si riusciva a controllare la pianura Bergamasca e, più in lontananza, milanese.

Anche la vegetazione del monte resta strettamente legata alle vicende umane. Alle origini, infatti, il monte era coperto principalmente da querce nella parte sud e da castagni a nord, le viti compaiono soltanto in periodo romano, mentre per i primi terrazzamenti bisogna arrivare fino al 1400. Diversi i percorsi che si possono effettuare sui sentieri segnalati dal Cai, che portano fino alla Cima del Monte da cui si può godere di un panorama indimenticabile.

Ambiente. Uno scorcio
del Monte Orfano
Ambiente. Uno scorcio del Monte Orfano

Dalla sua sommità con un percorso pedonale di crinale, che ha come suoi capisaldi Rovato da una parte e la piccola frazione della Spina di Erbusco dall'altra, si può osservare infatti con uno sguardo l'intero arco morenico e lo sbocco della Valle Camonica. Volgendosi a mezzogiorno, invece, l'estensione sconfinata della pianura dove ancora sono visibili i segni della centuriazione romana.

La zona offre non solo tragitti ideali da percorrere a piedi ma anche ottime offerte per gli appassionati di mountain-bike e cavallo, attraverso un susseguirsi di boschi e radure. Il Mont'Orfano è caratterizzato anche da presenze architettoniche di rilievo: il convento dell'Annunciata dei Frati Servi di Maria, e la Chiesa rustica ad aula unica di San Michele con i suoi interessanti affreschi medievali. Sul monte sorge inoltre un monumento dedicato alla Seconda guerra mondiale con uno spazio gestito dagli alpini.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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