Strada facendo

Il ricordo di Gino Medici, incisore di Ome

Decano degli incisori bresciani, rifuggiva dai riflettori, ed è considerato il Fondatore della moderna scuola incisoria italiana
Adriano Baffelli

Adriano Baffelli

Commentatore

Gino Medici, tra i maggiori incisori del nostro Paese © www.giornaledibrescia.it
Gino Medici, tra i maggiori incisori del nostro Paese © www.giornaledibrescia.it

Mi trovo nella piazza di Ome e l'incontro con un conoscente apre squarci di memoria su una figura artistica ricordata con stima: Francesco Medici, per tutti Gino, classe 1924, scomparso a metà del 2021. Lo scorso anno il chiostro di San Francesco a Brescia ospitò una mostra delle sue opere dedicate al Santo di Assisi, a 100 anni dalla nascita dell'artista e 800 dalla composizione del Cantico delle Creature.

Pensiero artistico

Medici è stato uno di quei talenti silenziosi che hanno saputo dare forma all'identità di un territorio senza mai Cercare riflettori. Le sue incisioni parlano ancora oggi con la forza pacata e silenziosa del metallo che plasmava con immensa creatività. Un linguaggio essenziale, capace di restituire dignità al gesto artigiano e, allo stesso tempo, profondità al pensiero artistico. Gino non era un personaggio da Palcoscenico; era un uomo semplice, capace di modellare figure che sembravano emergere da un passato arcaico e insieme contemporaneo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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