Strada facendo

Cultura e consapevolezza per contrastare gli infortuni sul lavoro

Per prevenire morti e incidenti servono educazione e condivisione sin dai primi anni della formazione scolastica
Adriano Baffelli

Adriano Baffelli

Commentatore

Un caschetto - Foto Unsplash
Un caschetto - Foto Unsplash

Nella nostra provincia ricca di luoghi e iniziative sono molti anche i poli d’incontro e di confronto. Capita così di approdare a Mompiano, in un angolo dove la frenesia della città si consegna alla serenità di prati ancora verdi e di boschi che regalano silenzio e tranquillità.

Qui, in una uggioso sabato mattina di un dicembre sempre più vicino a regalare il suo rassicurante profilo natalizio, la sorpresa è rappresentata dallo scoprire oltre 150 imprenditori e professionisti riuniti per confrontarsi sulla sicurezza in cantiere.

Imprenditori, sindacalisti, funzionari dell’Ispettorato del lavoro convengono su alcuni aspetti fondamentali: consapevolezza, cultura, comunicazione, per contrastare con efficacia la piaga degli infortuni sul lavoro.

«Morti bianche»: così sono definiti gli infortuni mortali durante le attività lavorative. Ce ne sono troppe. Non passa giorno che non si registri un decesso in fabbrica, nei cantieri, in agricoltura.

Il tremendo rogo sviluppatosi nello stabilimento torinese della Thyssen Krupp nel dicembre 2007, bruciò le vite di sette operai. Una tragedia immensa, che proiettò i riflettori dell’informazione e dell’opinione pubblica sul drammatico tema degli infortuni mortali sui luoghi di lavoro. Capita al verificarsi di drammi di tale portata. Accanto alle grandi tragedie accompagnate dall’immancabile clamore mediatico, si registrano quotidianamente, nel silenzio pressoché unanime, migliaia di infortuni.

Un tributo di sangue elevato che richiede lo sforzo e l’attenzione di tutti, del legislatore e del singolo lavoratore, oltre che dei datori di lavoro e di tutte le istituzioni preposte. Le morti bianche turbano noi tutti quando pensiamo a chi perde la vita lavorando, cadendo da un’impalcatura, schiacciati da un carico sospeso, dilaniati dallo scoppio di caldaie, bruciati da siviere di acciaio liquido incandescente, vittime di scariche elettriche e in altre decine di modi orribili.

Le morti sul lavoro spesso accomunano dipendenti e datori di lavoro. Operai e artigiani. Serve, sin dai banchi delle elementari, un’adeguata formazione, primo tassello per comporre il mosaico della sicurezza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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