Strada facendo

A San Zeno ricordando le storie di burattinai e marionettisti bresciani

La famiglia Muchetti e la mostra Made in Brescia allestita a San Francisco
La locandina della mostra allestita a San Francisco nel 1994
La locandina della mostra allestita a San Francisco nel 1994
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Attraversando San Zeno sul Naviglio, per quelle misteriose e inspiegabili connessioni cerebrali che caratterizzano noi umani, il pensiero si sintonizza sulla figura di Guido Setti, nativo del paese dell'hinterland cittadino e scomparso a Darfo Boario Terme nel 1985, all'età di 74 anni. Setti era un salesiano che insegnava ai ragazzi il catechismo con i burattini da lui stesso fabbricati. Il religioso certo conosceva Sandro Costantini, l'ultimo grande burattinaio bresciano, scomparso nel 1995, così come le storie e le principali famiglie di marionettisti e Burattinai Bresciani, che per oltre tre secoli hanno regalato con maestria sorrisi nelle varie contrade della provincia. È il caso della famiglia Muchetti, Compagnia di marionettisti che per 200 anni ha lavorato in paesi e città, in pace e in guerra, che ha vissuto tutti gli avvenimenti accaduti sul suolo italiano.

La famiglia Muchetti

I Muchetti iniziarono a loro attività verso la fine del '700, e sarebbe terminata a Soiano del Garda nel 1968. Il capostipite, Giuseppe, di Montichiari, era un falegname, che un giorno aveva lasciato tutto per seguire una compagnia di Marionettisti di Giro. Le traversie dei vari componenti furono molte, innumerevoli le storie che videro protagonisti Zeffirino, Gallo, Vetturio, Tancredi, Giuseppe, e i figli di quest'ultimo: Itala, Giuseppina, Maria, Tancredi e Ida, che ebbi la ventura di conoscere, condividendo negli anni Novanta una spedizione artistica bresciana in California per allestire una mostra sul tema di Pinocchio, marionette e burattini. Per la rassegna ospitata da uno dei Piers del water front di San Francisco, Ida Muchetti mise a disposizione prezioso materiale.

Alla memoria s'affacciano i suoi racconti, imperniati sui ricordi delle migliaia di serate in giro per la provincia a far divertire grandi e piccini con il teatro interattivo di allora. Frammenti di un mondo sempre più lontano, inghiottito da scenari digitali e vite virtuali che paiono accrescere la distanza tra le persone e regalare meno sorrisi di quanto sapessero fare le marionette, forse illuse, in quelle ore di spettacolo offerto a bimbi e adulti, di non essere manovrate da sottili fili da altri comandati.

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