Volley, Anna Danesi: «È stato l’Europeo della grande delusione»

L’azzurra di Roncadelle dopo il quarto posto: «Il bilancio non è positivo. Ci resta grande rabbia, le voci mi hanno condizionata»
La bresciana Anna Danesi - © www.giornaledibrescia.it
La bresciana Anna Danesi - © www.giornaledibrescia.it

Si era immaginata un risveglio post Europeo di volley diverso, Anna Danesi, e con lei anche tutti i tifosi italiani, invece niente foto festanti da rivedere, niente video di ultimi punti ed esultanze capaci, a distanza di ore (ma pure di anni), di far sobbalzare i cuori. In questi ultimi, piuttosto, ora resta un crogiolo di sentimenti che punge e tormenta, perché l’Italia, da campione in carica qual’era, ha visto le ambizioni da medaglia naufragare e ha chiuso quarta.

«Tutto questo ci lascia demoralizzate e stanche mentalmente - non nega la centrale di Roncadelle e vice capitana azzurra -, però le certezze non ce le toglie, siamo consapevoli di non aver giocato bene la finale per il bronzo e di aver avuto black out in semifinale, ma sappiamo di saper giocare bene. Ora dovremo solo rimetterci in campo e farlo con la rabbia in più che, sì, questo Europeo ci lascia».

Partito nella festa dell’Arena, proseguito nei palazzetti italiani con sole vittorie piene (e avversari modesti), l’Europeo è finito a Bruxelles, nella semifinale con la Turchia che ha visto le azzurre offrire sprazzi di bel gioco, ma si è poi risolta nel peggiore dei modi: «In quella gara abbiamo fatto cose bellissime e altre meno belle, probabilmente il calo peggiore lo abbiamo avuto alla fine del quarto set (l’Italia, sul 2-1, era avanti 19-14, ndr) quando la battuta di Karakurt e il muro di Erdem hanno toccato la linea. Qualche centimetro più in là e forse in questo momento non saremmo così tristi, certo proprio quei centimetri e pochi punti ci hanno lasciato un brutto strascico che ci siamo tenute poi nel quinto set».

E nella sfida con l’Olanda?

«Non siamo mai entrate in campo. Sapevamo che sarebbe stato difficile, che avremmo dovuto ritrovare tutte le energie per portare a casa una medaglia, ma probabilmente le abbiamo lasciate tutte nella semifinale. Non so cosa sia successo; se mi andrà, più in là riguarderò le partite per capire cosa sia mancato a livello tecnico contro la Turchia ed a livello caratteriale contro l’Olanda. Certo il bilancio non è positivo, ma ci teniamo strette le cose belle fatte, soprattutto contro Vargas e compagne. Il mio Europeo, invece, è partito diesel, ma lo immaginavo, io mi carico man mano le partite si fanno interessanti».

Prima ancora del debutto, con le esclusioni di Bosetti e De Gennaro, e poi per l’intera competizione, intorno all’Italia e alle scelte tecniche si è fatto un gran parlare: «Le voci mi hanno condizionato, dicevano che io e Myriam (Sylla) avevamo deciso con Mazzanti chi convocare. Per fortuna poi si è chiarito il tutto e noi ci siamo tranquillizzate, ma ci tengo a ribadire che le scelte spettano solo all’allenatore».

L’obbligo adesso è ripartire: dal 16 al 24 settembre ci sono le qualificazioni olimpiche (senza Paola Egonu): «Ora dobbiamo solo riposare, anche io sfrutterò il tempo libero fino a sabato per farlo fisicamente e mentalmente: al rientro in palestra lavoreremo sodo, vogliamo staccare il pass per Parigi. Magari parleremo anche di ciò che è successo, adesso non penso abbia senso pensarci: la delusione è ancora grande».

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