Mamma e papà Danesi: «Insieme ad Anna un lungo abbraccio e poi le lacrime»

Sugli spalti della South Paris Arena 1 c’era la famiglia al completo. Le parole raccolte dopo l’impresa
Nadia Lonati
Anna Danesi con i genitori e la sorella Federica - © www.giornaledibrescia.it
Anna Danesi con i genitori e la sorella Federica - © www.giornaledibrescia.it

«Quando Anna ci ha raggiunti, non ci siamo detti molto, ci siamo abbracciati e abbiamo pianto insieme».

Con la maglia della capitana addosso, i colori dell’Italia in volto, e il cuore gonfio di emozioni miste a tensione che poi si sono sciolte in lacrime ed abbracci di gioia, sugli spalti della South Paris Arena 1, c’erano anche mamma e papà Danesi, la signora Marta e il signor Giuliano, insieme alla figlia Federica, a fremere per una partita che neppure gli anni potranno mai consegnare all’oblio. Tutti insieme pronti ad esultare per la ragazza di Roncadelle e per un’Italia che è stata sontuosa con gli Usa, tanto da meritare il gradino più alto del podio.

«Non si può immaginare quel che stiamo vivendo - faticano a pescar le parole ad ore di distanza dalla finale con gli Stati Uniti - viste le emozioni incredibili che stiamo provando. Vedere l’Italia vincere, assistere a quella sfilata di medaglie è qualcosa di unico, che si fa fatica a credere, a realizzare. Quando Anna ci ha raggiunti, non ci siamo detti molto, ci siamo abbracciati, abbiamo pianto insieme. Lei, come noi, era senza parole».

Prima a parlare, in un monologo italiano, era stato il campo: «Le nostre sono state perfette, dopo i primi scambi forse già si riusciva a capire la superiorità, ma non ci aspettavamo una finale così dominata». E invece quello è stata: un dominio. Con la tensione progressivamente incalzata dalla consapevolezza che si stava concretizzando qualcosa di unico: «Nel terzo set, ormai avanti, aspettavamo solo che arrivasse il momento per festeggiare e quando è caduta l’ultima palla siamo saltati sulle tribune, poi siamo scesi alle transenne per assistere più da vicino alla premiazione. Quando è partito l’Inno di Mameli sono state altre lacrime, non aspettavamo altro che ascoltarlo e cantarlo, che momento unico è stato! Quante volte l’avevamo visto in tv, ora è toccato a noi ed è incredibile. Abbiamo anche potuto baciare la medaglia, ancora tutto ciò non ci sembra vero».

Per Danesi incoronata anche miglior centrale dei Giochi, il 2024 è senza dubbio un anno da incorniciare: «Prima la nomina a capitano della Nazionale che già aveva regalato un’emozione enorme, poi la vittoria in Vnl, ora l’oro olimpico, peraltro il terzo per Roncadelle e anche questo è da non credere. Nei prossimi giorni festeggeremo insieme e forse ci renderemo davvero conto di quel che è successo». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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