Consoli McDonald’s Centrale Brescia, la festa salvezza deve attendere

La festa salvezza è rimandata. La Consoli McDonald’s Centrale Brescia si gioca la permanenza in A2 nell’ultima giornata della stagione regolare. Ieri sera nel posticipo della venticinquesima giornata, Reggio Emilia ha superato Santa Croce per 3-1, costringendo i bresciani domenica (ore 18) al San Filippo a fare almeno un punto con Motta di Livenza. Lo scenario nella lotta salvezza è semplice. In A3 scendono 2 squadre. Motta di Livenza, prossima avversaria dei bresciani, è già retrocessa. Manca da sapere chi sarà tra Consoli Brescia (29 punti), Reggio Emilia (28) e Lagonegro (24) a farle compagnia in A3.
Brescia sta decisamente meglio delle avversarie, ma resta il pericolo di scivolare al terz’ultimo posto e giocarsi così in caso la salvezza attraverso i play out con Lagonegro. Tale ipotesi però si verifica solo attraverso la concomitanza di alcuni risultati. Innanzitutto la Consoli dovrebbe perdere senza fare punti contro Motta (ormai senza stimoli e obiettivi). Allo stesso tempo Lagonegro deve fare bottino pieno sul campo di Pordenone, mentre Reggio Emilia dovrebbe espugnare il campo di Cuneo. Il play out si verifica solo nel caso in cui tra la penultima e la terz’ultima ci siano meno di 3 punti di scarto.
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.
«Per quel che ci riguarda, noi faremo la nostra parte - conferma il tecnico Roberto Zambonardi -. Aver scoperto che Reggio Emilia abbia battuto Santa Croce non sposta i nostri obiettivi. Domenica prossima contro Motta di Livenza avremmo comunque giocato per ottenere una vittoria, perché essendo l’ultima partita casalinga, vogliamo congedarci nel modo migliore dai nostri tifosi. Per tale ragione mi aspetto che le gradinate del San Filippo siano completamente riempite, per sostenerci e guidarci verso la salvezza».
Per quanto fatto vedere durante l’anno, l’Atlantide avrebbe meritato la salvezza molto prima. Ma gli ultimi sette mesi sono stati tutt’altro che semplici, soprattutto a causa degli infortuni: “Non ci siamo fatti mancare proprio nulla – dice Zambonardi -. Infortuni muscolari, infortuni di gioco, malattie. Siamo stati molto condizionati in questo. Non a caso per circa la metà delle partite non ha potuto contare sulla squadra al completo. Ma questo non è un alibi. Pensiamo all’ultima partita, e poi guarderemo al futuro».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
