Stai leggendo: {{ currentArticle.title }}

BASKET

Vittoria della Germani con Venezia, «impresa straordinaria»


Sport
14 gen 2019, 11:32

Difesa, difesa, difesa, difesa, difesa. Ripetete con Andrea Diana: difesa. Trisillabo di felicità: perché nella difesa la Germani Basket Brescia ha trovato la chiave e la forza per riemergere dalla melma nella quale si era cacciata. Perché nella difesa «possiamo trovare la forza. Se capiamo che contro Venezia siamo entrati in partita grazie alla difesa, allora svoltiamo davvero. La storia di questa squadra per ora dice che a volte lo capiamo a volte no: è trovando questa continuità che possiamo crescere».

Dopo il successo con i veneti, coach Andrea Diana sembra abbia fatto una doccia nell’adrenalina, di quel tipo di adrenalina che non vorresti mai toglierti di dosso. E in effetti tenersela addosso anche in vista di Varese, non sarebbe affatto male: «Perché questa vittoria ci deve dare e lasciare tanta energia, tanta fiducia».

Coach, la classica vittoria da vera squadra?
«Dire che parlare di impresa sarebbe riduttivo. Questa è stata un’impresa straordinaria. Soprattutto da un punto di vista difensivo siamo stati eccezionali: nel secondo tempo a Venezia abbiamo fatto segnare solo 28 punti quando loro tra l’altro erano pure in fiducia. Grandi, i ragazzi sono stati grandi grandi. Si sono sbattuti, hanno contestato ogni tiro, hanno chiuso benissimo l’area e hanno lottato su ogni pallone. Queste vittorie arrivano attraverso il sacrificio, quello che se c’è ti fa battere chiunque. Tra l’altro guardo le nostre percentuali: 2/16 da tre, 14/28 ai liberi. Numeri che enfatizzano ancora di più ciò che abbiamo fatto».

L’emblema del sacrificio è capitan Moss reinventato play?
«O bevi o affoghi. David ha giocato 32’ da play e quindi sì, anche questo si chiama sacrificio. Ma tutti stasera (ieri sera, ndr) avevano in testa la squadra e questo è stato l’aspetto decisivo. Prendiamo anche Laquintana che era influenzato ed è riuscito a sbattersi. Ma dovrei parlare di tutti e questo mi dà tanta felicità».

Ma in settimana aveva visto scattare qualcosa? 
«Poter lavorare una settimana intera, ti cambia tutto. Avevamo bisogno di poter lavorare sulle cose semplici, quelle su cui prima non avevamo tempo di lavorare. Ho visto che ogni ragazzo aveva come obiettivo la squadra e che la voglia era quella di uscirne tutti insieme: ci siamo buttati su ogni pallone, ognuno ha avuto parole per l’altro. Eravamo e siamo in grande emergenza, ma ripeto: il sacrificio ti porta a compiere imprese straordinarie».

Il dato dei rimbalzi dice molto?
«I dati confermano che abbiamo fatto la battaglia in area e questa è stata la chiave, in base ad un piano partita che prevedeva di blindare il pitturato anche a costo di rischiare qualcosa da tre. Siamo stati pronti e finalmente abbiamo anche corso tanto come dicono le statistiche sui contropiede».

Avete vinto con Venezia, con Cremona e in coppa a Monaco: quando avete il pronostico a sfavore giocate più leggeri?
«Anche con Sassari lo avevamo a sfavore; la chiave fondamentale è stata la difesa». Obiettivo salvezza tranquilla e divertente come ha detto Mauro Ferrari? «Obiettivo partita per partita. Il mio obiettivo personale è far capire alla squadra che bisogna sempre entrare in partita grazie alla difesa».

Lei dice che siete in emergenza e forse anche col rientro di Vitali resterete corti, ma il club ha detto che non si tornerà sul mercato...
«Se il club dice così, si farà così, ma che siamo in emergenza è un dato oggettivo».

Anche il pubblico ha giocato un ruolo?
«Moltissimo e lo ringrazio. Siamo stati in sinergia, tutti insieme e si è creata una bella confusione. Mi sono risentito come al PalaGeorge. Quando siamo arrivati ci siamo detti "possiamo anche perdere, ma dobbiamo dare il 100%"».

 

Articoli in Sport

Lista articoli