Tre salti, tiro e gol: talenti in «erba» per la pallamano

A che servirà quella rete che stanno montando? Dev’essere un nuovo gioco, forse la pallavolo praticata solo su una metà del campo o il calcio che si fa con le mani. I bambini si fiondano, incuriositi dalla novità. Chi guarda le palle tutte di dimensioni diverse, chi i birilli colorati che delimitano l’area. Basta un invito e sono tutti lì, quella cosa si chiama pallamano e da qualche anno la Leonessa Brescia ha deciso di fare il passo inverso. Invece di aspettare i ragazzi in palestra, va a cercarli nelle scuole (quando si poteva) o nei parchi.
Stavolta in quello di via Caduti del lavoro c’è una maestra d’eccezione, Zoraima Torriani, capitano della squadra di A2, aiutata da Angiolino Rodelli, risorsa preziosa della società e che per anni è stato fiduciario provinciale della Federazione.
I due issano in fretta la porta e invitano i ragazzini ai primi tiri. C’è chi d’istinto afferra la palla e la butta dentro da un metro. «No, ragazzi - spiega con pazienza l’istruttrice -, non si può superare l’area del portiere». Altro trucco da imparare presto, fare tre salti prima di tirare: «sinistro, destro, sinistro e fai meno fatica». E, infatti, il primo che apprende la lezione gonfia la rete.

Le basi. Come premio... vai in porta, così si alternano tutti. E perché quelle sfere tutte diverse l’una dall’altra? «La presa della pallina - spiega Zoraima - è il gesto tecnico da imparare per primo, i ragazzini di 5 anni hanno una mano piccola e per loro ci vuole una palla appropriata». I gol scatenano entusiasmo e allora arrivano altri bambini. Ce n’è una con la maglia di Cristiano Ronaldo che giocava a calcio sull’altro lato del parco. Si butta nella mischia anche lei. Timidissimo, fa capolino Stefano, 5 anni, gli occhi spalancati su quello spettacolo nuovo e bellissimo. Dai, vieni anche tu.
Pionieri. La Torriani aumenta il grado di difficoltà. Si sdraia davanti all’area, per costringere gli allievi a quei tre, fondamentali, passi. Leggiadri e allegri, i ragazzini la scavalcano tutti. I tempi sono maturi per una partita, anche se di porta ce n’è solo una. Allora la squadra che segna dovrà tornare dietro una linea immaginaria per consentire all’altra di attaccare. È la legge più importante da apprendere: in questo sport segnare un gol è importante quanto difenderlo, tanto è vero che non hai nemmeno il tempo di festeggiarlo. Guarda caso, proprio Stefano va alla prima conclusione, ne esce un gran bel tiro, che però viene parato. «Non importa - lo incoraggia Zoraima -, vedrai che il prossimo entra». Ed è quello che succede. Una bimba dallo sguardo tenero, invece, è presto travolta dal furore agonistico che ormai ha contagiato i più grandi. Appena le danno la palla, la restituisce alla Torriani e se ne va. Fa niente, piccolina, sarà per un’altra volta.
Regole. Occhio, ci sono due che da quando la partita è cominciata continuano a beccarsi. Severa ma imparziale, l’arbitro Torriani lancia il primo avvertimento. «Non vi perdo di vista. Alla prossima che combinate, uscite». Ed è quello che succede al successivo contatto proibito, come avviene nei palazzetti: due minuti di punizione e poi si torna. «Ricreare le condizioni reali del gioco è fondamentale - sottolinea Zoraima -, il problema della pallamano è che pochi la conoscono e non va mai in tv. Il solo modo per divulgarla è mostrarla. E chi la prova, ne rimane conquistato». È successo anche stavolta, ormai di là più nessuno gioca a pallone, sono tutti sull’improvvisato campetto di handball dove l’agonismo è salito alle stelle.
«Zoraima, ha fatto 20 passi!», lamenta un giocatore dopo un gol subito, segnalando l’irregolarità commessa dall’avversario. Non si conta più il numero dei giocatori, c’è chi entra, chi esce, chi si è portato l’amico. Lo sappiamo tutti, fermare l’incanto di bambini che giocano è quasi impossibile, ci vuole il brontolio del vicino temporale a segnare la fine della partita. E allora ci si saluta, ma uno non se ne vuole proprio andare ed è proprio Stefano, che ha recuperato mamma, se l’è presa per mano e l’ha portata da Zoraima. Vuole sapere dove si pratica questo sport, viene subito accontentato. Ciao campioncino, aspettiamo di vederti presto al San Filippo.
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