Rugby, per Rizzotto mete e mischia sono passione senza età

Da trent’anni stretto in mischia con i compagni, legato da una passione che non conosce età. Matteo Rizzotto, terza linea, classe ’82, rappresenta uno di quei «sacri fuochi» che animano il Rugby Brescia, formazione di rugby partita in sordina - nel girone 3 del campionato di serie B condiviso con i cugini del Franciacorta e del Botticino – ed oggi interprete di una stagione in crescita, che vale il quinto posto provvisorio.
Momento
Il veterano Rizzotto è tra i protagonisti assoluti, in mischia così come nei punti di incontro e all’interno dello spogliatoio. Quarant’anni e non sentirli? «In realtà – spiega Matteo - i 40 anni si sentono tutti, specialmente il lunedì dopo la partita. Il segreto se così possiamo chiamarlo, è la voglia di giocare che è rimasta quella di sempre e il fatto che continua a divertirmi come quando avevo 20 anni».
Rizzotto scopre il rugby a otto anni «seguendo un po’ le orme di mio zio e mio cugino che hanno giocato prima di me - racconta -. Fino ai 32 anni ho difeso i colori del Brescia, dove ho avuto la possibilità di disputare parecchi campionati in serie A. Dopodiché sono andato a Lumezzane insieme ad altri miei compagni e lì abbiamo conseguito la promozione in serie A e abbiamo giocato altri due campionati nella stessa categoria. Dopo la rinuncia del Lumezzane proprio alla A, ho intrapreso la carriera di allenatore parallelamente a quella di giocatore nel Franciacorta, dove ho disputato quattro stagioni raggiungendo la promozione in serie B. Quindi il ritorno a Brescia. Ho sempre giocato come terza linea ed è il ruolo che mi è sempre piaciuto di più. Quest’anno mi sono spostato in seconda (linea, ndr) non avendo più la brillantezza che serve in terza».
Fuori dal campo
La domenica indossa la maglia della sua città, in settimana invece Rizzotto - nato il 31 agosto 1982 a Desenzano e sposato con Silvia dalla quale ha avuto due bambine, Giulia di 8 anni e Giorgia di 4 - lavora come educatore al Cse di Fobap di Brescia. «Devo ringraziare Silvia per l’enorme pazienza che ha avuto in tutti questi anni e perché mi ha sempre supportato e seguito dandomi tanto sostegno, oltre alle nostre bambine per il tifo che fanno quando vengono a vedermi».
L’obiettivo è chiudere nel migliore dei modi la stagione che potrebbe, forse, rappresentare l’arrivo. «Onestamente credo che questo sarà il mio ultimo campionato - conferma Rizzotto -. Oltretutto è stato anche un po’ un caso che io abbia ricominciato a giocare quest’anno; nelle intenzioni infatti c’era solamente di allenare l’under 17 di Brescia. Poi una serie di coincidenze mi ha portato a giocare ancora. Abbiamo disputato una buona prima parte di torneo, possiamo competere con tutti perchè non c’è una squadra nettamente superiore. Ci aspettiamo di fare una seconda parte di campionato sullo stesso livello della prima, se possibile anche migliore. Il mio obiettivo è divertirmi e godermi questo ultimo spezzone di carriera sperando di lasciare un bel ricordo».
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