Rugby, due bresciane in volo per il Sei Nazioni di Londra Under 18

Da Brescia a Roma, per poi volare dritte al Sei Nazioni di Londra. Lia Ardesi di Sarezzo e Martina Marini di Rovato sono le uniche due bresciane convocate nella nazionale Under 18 di rugby che disputerà il torneo internazionale nella capitale del Regno Unito. Entrambe 17enni, le due ragazze fanno parte della Leonessa, la squadra seniores nata un anno e mezzo fa dal raggruppamento dei club del Calvisano, del Rovato, dei Centurioni Lumezzane e del Brescia.
«La prima volta che siamo state selezionate per i raduni eravamo su di giri – raccontano –: quel giorno ci siamo scambiate un sacco di messaggi perché non riuscivamo a crederci».
Rapporto
Con la palla ovale le due diciassettenni hanno una confidenza che arriva da lontano: Lia si è avvicinata a questo sport alle Medie grazie ai Centurioni, che avevano condotto alcune lezioni a scuola. «Ho un sacco di energia che devo spendere – racconta la triumplina –. In passato ho fatto anche ginnastica artistica e judo, poi sono approdata al rugby e non l’ho più lasciato». Martina, invece, appartiene a una famiglia di rugbisti: «A sei anni ho iniziato con il nuoto – ricorda –, poi mi sono avvicinata al rugby grazie a mio papà, che ha sempre giocato. Fin da piccoli io e i miei due fratelli andavamo insieme alla mamma a vedere le sue partite e siamo finiti tutti quanti, mamma inclusa, a giocarci».
Preparazione
Fino a oggi sono a Roma per gli allenamenti, poi voleranno al Wellington College, dove trascorreranno tre giornate giocando delle partite di preparazione: la prima, venerdì, sarà contro l’Inghilterra; poi si confronteranno con Irlanda, Galles, Francia e Scozia. «Siamo consapevoli del fatto che le altre squadre hanno una tradizione più longeva della nostra – osservano –. Ma siamo pronte e non vediamo l’ora di vivere questa avventura».
La passione che le anima richiede grande sacrificio, specie per la loro età. Tutte e due frequentano il quarto anno del liceo, Lia lo scientifico Moretti di Gardone Valtrompia e Martina Scienze applicate al Gigli di Rovato. «Conciliare lo studio con lo sport, specie quando fatto a certi livelli, non è semplice. Lo stesso vale per le uscite con gli amici: a volte pesa non poterlo fare o dover rincasare presto. Ma quando tieni così tanto a una cosa ogni sacrificio, alla fine, ti ripaga, così come i legami che si creano in squadra».
Esperienza
Alle ragazze che vorrebbero approcciare il rugby ma temono di essere bollate come «maschiacci», Lia e Martina dicono di non preoccuparsi, perché «ormai è un concetto superato e, una volta inserite in squadra, ci si rende conto come tra allenamenti e trasferte in cui canti, ti diverti e festeggi, questo sport dà tante soddisfazioni ed è in grado di offrire strumenti preziosi per affrontare anche la vita di tutti i giorni».
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