Sudafrica, 1973. Nel paese è in vigore l’apartheid, Nelson Mandela è in carcere da una decina di anni e il boicottaggio internazionale impedisce agli Springboks, la nazionale di rugby composta esclusivamente da «afrikaners» bianchi, di trovare avversari degni di questo nome.
A dicembre di quello stesso anno anche Brescia farà la sua parte contro la segregazione: dopo la presa di posizione del sindaco Bruno Boni contro l’ipotesi di ospitare al Rigamonti un match fra Italia e Sudafrica, gli Springboks dovranno rinunciare al tour per mancanza di città disposte a organizzare le partite. Il calendario, oltre a quello di Brescia, l’11 dicembre, prevedeva un match a Treviso, il 7 dello stesso mese.



