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Oggi terminano le Paralimpiadi: come sono andati i bresciani

Con il quinto posto nel judo di ieri, Cannizzaro ha chiuso l’avventura dei nostri atleti a Parigi. Bicelli e Plebani portano a casa tre medaglie
I bresciani che hanno preso parte agli ultimi Giochi paralimpici - © www.giornaledibrescia.it
I bresciani che hanno preso parte agli ultimi Giochi paralimpici - © www.giornaledibrescia.it
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Oggi cala il sipario sulle Paralimpiadi di Parigi. Oltre 4mila atleti, provenienti da 185 Paesi, hanno colorato le ultime due settimane di Giochi in Francia. L’atto finale sarà la cerimonia di chiusura, in programma alle 20.30 di questa sera nella Ville Lumière.

Erano cinque, come abbiamo raccontato diffusamente in questi ultimi giorni, i bresciani in gara: Federico Bicelli nel nuoto, Veronica Yoko Plebani e Giuseppe Romele nel triathlon, Pamela Novaglio nel tiro a segno e Simone Cannizzaro nel judo. Ecco com’è andata la loro avventura.

Federico Bicelli

Federico Bicelli sul gradino più alto del podio dopo i 400 stile libero - Foto Cip/Simone Ferraro © www.giornaledibrescia.it
Federico Bicelli sul gradino più alto del podio dopo i 400 stile libero - Foto Cip/Simone Ferraro © www.giornaledibrescia.it

Il più decorato della spedizione è il nuotatore bresciano. Il cui exploit nella rassegna è stato immediato: medaglia d’oro nella prima finale alla quale ha partecipato, quella dei 400 stile libero S7. Partiva con lo status di favorito, e non ha tradito le attese.

Bicelli ha raccolto la seconda medaglia il giorno successivo, aggiudicandosi il bronzo nei 100 metri dorso. L’intermezzo era stato il quinto posto nella staffetta mista mista 4x100. La chiusura del cerchio, complice l’esclusione dall’ultima staffetta di ieri, è stato invece il quinto piazzamento nei 50 stile libero, lo scorso mercoledì.

Federico Bicelli in vasca - Foto Cip/Simone Ferraro © www.giornaledibrescia.it
Federico Bicelli in vasca - Foto Cip/Simone Ferraro © www.giornaledibrescia.it

«Sono comunque contento» ha confidato lo stesso Bicelli al termine della sua ultima fatica: «Non potevo chiedere di più al mio corpo. Sapevo che i 50 stile erano la gara più complicata e posso essere soddisfatto del modo in cui l’ho interpretata». Il bilancio finale, per lui, è straordinariamente positivo.

Veronica Yoko Plebani

Veronica Yoko Plebani sorride con il suo argento - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Veronica Yoko Plebani sorride con il suo argento - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Se Bicelli guida il medagliere bresciano con due vittorie, Veronica Yoko Plebani rientra in Italia con la soddisfazione di aver contribuito al conteggio complessivo con il primo metallo della spedizione.

Con qualche ora d’anticipo rispetto al nuotatore, la 28enne di Palazzolo ha conquistato l’argento nella gara di triathlon PTS2 in 1:15.31. Un percorso, quello che l’ha condotta alla vittoria della medaglia, che lei stessa ha definito «durissimo». Per questo, la soddisfazione è doppia: «Sono sorpresa di me stessa: sono riuscita a essere solida dall’inizio alla fine».

Il futuro, adesso, è tutto da scoprire. E da vivere. La certezza è che quella di Parigi «è stata la mia ultima gara di triathlon. Sono alla ricerca di cose nuove da provare, esperienze nuove». Ci sarà tempo per decidere, dopo le vacanze. Ora è il momento di godersi al massimo questo successo.

Giuseppe Romele

Giuseppe Romele
Giuseppe Romele

L’altra faccia della medaglia, sul fronte del triathlon, è quella di Giuseppe Romele. La delusione per il camuno è stata doppia: dopo aver chiuso al quarto posto la gara vinta dall’olandese Jetze Platz, è stato squalificato per un passaggio nella zona di cambio alla fine del primo giro in handbike.

Un colpo di scena che ha vanificato gli sforzi di una prestazione di alto livello: al comando dopo la prova di nuoto, aveva resistito al ritorno dei più forti nell’handbike, prima dell’errore. Un finale amaro, ma erano i suoi primi Giochi estivi: non mancheranno le occasioni di riscatto.

Pamela Novaglio

Pamela Novaglio, la «regina» delle Paralimpiadi - © www.giornaledibrescia.it
Pamela Novaglio, la «regina» delle Paralimpiadi - © www.giornaledibrescia.it

L’appellativo di «regina delle Paralimpiadi» se l’è guadagnato a suon di partecipazioni alla manifestazione: quelli di Parigi, per Pamela Novaglio, sono stati i sesti Giochi in carriera. I terzi estivi, dopo i tre invernali già all’attivo.

Una longevità che ha impreziosito a monte la sua avventura parigina. Non è andata come sperava, perché nelle qualificazioni della carabina a terra squadra mista 50 metri SH2 si è posizionata al ventiquattresimo posto, mancando la qualificazione alla finale. Gliene sarebbero serviti undici, per strappare il pass.

Pamela Novaglio al tiro a segno (foto d'archivio)
Pamela Novaglio al tiro a segno (foto d'archivio)

«Non sono stata perfetta in gara - ha ammesso Novaglio -, i miei colpi sono stati più larghi di quanto mi aspettassi». L’esperienza, malgrado la consolidata abitudine a questi appuntamenti, resta però indimenticabile: «Le emozioni non si contano, è stato tutto meraviglioso». Pochi dubbi anche sul futuro: «Sono piena di aspettative e voglio continuare a fare belle cose nel tiro a segno».

Simone Cannizzaro

Simone Cannizzaro - Foto tratta da Instragram
Simone Cannizzaro - Foto tratta da Instragram

È stato lui a chiudere idealmente il bel percorso dei bresciani a Parigi. L’ha fatto battendosi fino all’ultimo, e inseguendo il sogno di una medaglia sfumata soltanto alle ultime curve.

Nella mattinata di ieri si era qualificato per la finale per il bronzo nel judo, categoria -90 kg J2, battendo ai ripescaggi il tedesco Daniel Rafael Goral con il punteggio di 10-1.

Poi la finale, nel pomeriggio, contro il brasiliano Marcelo Adriano de Azevedo Casanova, che si è imposto 1-0. Un pizzico di rammarico, ma anche tanto orgoglio per aver sfiorato un traguardo così prestigioso.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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