Sport

Riforma dello sport, 522 nuove mansioni per poter inquadrare i lavoratori

Giovanni Gardani
La delegata provinciale Coni Gaglione: «Speriamo si possa partire bene nella prossima stagione»
Con la riforma ruoli meglio definiti in ogni sport - © www.giornaledibrescia.it
Con la riforma ruoli meglio definiti in ogni sport - © www.giornaledibrescia.it
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Cinquecentoventidue «nuove» mansioni. Nuove tra virgolette, perché in realtà sono sempre esistite, ma da qualche giorno hanno validità - e dignità per così dire giuridica - anche a livello governativo.

Non è un passaggio di poco conto, quello del nuovo mansionario approvato all’interno dell’ultimo Dpcm firmato dal Ministro dello Sport Andrea Abodi: un lavoro iniziato nei mesi scorsi e concretizzato dopo avere coinvolto tutte le federazioni, con le risposte pervenute da 55 di esse. In buona sostanza, con questo documento si mettono nero su bianco, appunto, le mansioni di ciascuna disciplina - molte ripetute, altre invece molto più specifiche e uniche - consentendo così alle società dilettantistiche di ciascuno sport di poter inquadrare il lavoratore sportivo non più soltanto come «semplice» volontario.

Il contesto

«È chiaro che, come spesso abbiamo ripetuto - spiega Tiziana Gaglione, delegata del Coni provinciale per Brescia - il mondo dello sport dilettantistico vive di volontariato ed è il motivo per cui la riforma del lavoratore sportivo non è stata semplice da accettare. Prendo l’esempio del mondo dal quale provengo, la pallavolo, dove spesso il presidente della società si ritrova a bordo campo nel ruolo di raccattapalle. Tuttavia questo nuovo decreto ministeriale, che integra il precedente, ci voleva, perché garantisce un’analisi più approfondita dei vari sport, ruolo per ruolo, non accontentandosi più di parlare soltanto, in modo generico, di atleta o dirigente».

Dice ancora Gaglione: «Questo è un passaggio dovuto, che aiuta le società a inquadrare ogni mansione, peraltro facendo riferimento, come si nota nel documento, ad articoli specifici delle cosiddette guide pratiche di ciascuna federazione, dunque rifacendosi a documenti che ogni club conosce già molto bene e mastica nel quotidiano».

Coinvolgimento

Il Ministero ha coinvolto le Federazioni, che hanno risposto. Ci si è mossi troppo tardi? «Noi, come Coni, siamo un po’ in mezzo a due fuochi. Dunque, da parte mia, dico che la ragione è difficile da dare in questi casi a un solo contendente. Da un lato - osserva Tiziana Gaglione - va riconosciuta la buona volontà del Ministro di creare un vero e proprio dizionario dello sport dilettantistico e questo ha richiesto parecchio tempo, non potendo essere gestito in un paio di giorni, tra comunicazioni ufficiali, tempi della burocrazia e il fisiologico intervallo tra la richiesta e la risposta di ogni singola federazione.

Dall’altro capisco che le società avessero bisogno quanto prima di un documento di questo genere, perché in difficoltà proprio nell’inquadrare determinate mansioni. Un addetto al campo, piuttosto che un raccattapalle, piuttosto che uno speaker, non possono rientrare tutti, genericamente, nel “mare magnum" dei dirigenti. È chiaro che questo mansionario arriva ora, a fine febbraio, quando ormai la stagione è già nella sua fase discendente e finale: però è anche vero che questo è stato l’anno zero della riforma del lavoratore sportivo, dunque speriamo che con la stagione 2024-2025 si possa partire con tutte le carte ben in vista sul tavolo».

Curiosità a latere

La Federazione che ha aggiunto più lemmi è la Fidasc, Federazione Italiana Discipline Armi Sportive da Caccia, con 43 nuove mansioni, ma va detto che esistono poi all’interno diversi sottogruppi. Quelle che si sono accontentate di aggiungere una sola mansione sono invece la Fijlkam (Judo Lotta Karate Arti Marziali) e la Fisip (Sport Invernali Paralimpici).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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