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Possesso palla e supremazia territoriale le armi di Clotet

Questi i parametri in cui il Brescia sta crescendo da quando è arrivato l’allenatore spagnolo
Le indicazioni del tecnico Pep Clotet a Nikolas Spalek - Foto New Reporter  © www.giornaledibrescia.it
Le indicazioni del tecnico Pep Clotet a Nikolas Spalek - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
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Il Brescia? Ad oggi una squadra di mezzo. Lo dice la classifica di serie B (decimo a 39 punti), lo dicono anche i numeri della Panini Digital Soccer se si va ad analizzare il cammino delle rondinelle con le varie firme in panchina.

Da Delneri a Gastaldello, da Lopez a Dionigi per arrivare a Pep Clotet. Una squadra che con l’avvento del tecnico spagnolo sta però aumentando il possesso palla e, piano piano, cerca anche di alzare il baricentro in modo da andare ad attaccare più alto l’avversario. Per archiviare già ad inizio aprile il discorso salvezza e prendere la strada che porta ai play off. E sapendo che per arrivarci servirà un passo simile a quello tenuto nelle ultime gare prima della sosta e del ko a Salerno; quello insomma delle quattro vittorie consecutive che hanno portato il gruppo in acque decisamente più serene.

L’ultima uscita. I numeri della Panini Digital Soccer mostrano un Brescia in linea con i parametri della serie B anche nell’ultima giornata giocata, quella in cui i biancazzurri sono stati sconfitti a Salerno al termine di una partita tutt’altro che esaltante (lo zero nella casella dei tiri in porta il dato più eloquente). Un Brescia però che ha tenuto più palla degli avversari, con una supremazia territoriale di 9’19" (la media in cadetteria è di 9’10") contro i 7’16" della Salernitana. Segno che comunque la squadra di Clotet ha provato a stanare l’avversario. Sono state anche 38,1 le giocate utili nella metacampo avversaria (media stagionale 36,7) contro le 28,4 della Salernitana. Dati che non cambiano la sostanza, i padroni di casa hanno segnato e le rondinelle non hanno tirato verso Belec, ma che mostrano comunque una squadra che cerca di proporre e di imporsi anche in una giornata in cui non brilla particolarmente.

L’arrivo di Pep Clotet tra l’altro ha portato al miglioramento di alcuni parametri considerati dalla Panini Digital Soccer utili per analizzare al meglio il rendimento di una stagione. Se si prende l’Indice di Valutazione Squadra generale, che tiene conto tra i parametri di copertura territoriale, possesso e velocità di circolazione della palla, verticalizzazioni, oltre alla fase difensiva e offensiva nel suo complesso, la media della serie B è pari a 50, mentre quella di Clotet è a d oggi del 55,1, che nella speciale classifica riferita a questo dato colloca il Brescia al quinto posto. Tutto sommato in linea con i dati generali il baricentro (54,4 per le rondinelle, 54,8 il dato generale), da migliorare invece il pressing (42, 7 contro il 44,5); buoni infine i numeri relativi alle giocate utili nella metacampo avversaria (43,2 conto 36,7) e le giocate utili in generale durante la partita (92,9 contro 81, 6 di media).

Analisi. Un Brescia che, scendendo nel particolare delle varie classifiche, è al momento all’undicesimo posto per il possesso palla e settimo alla voce citata precedentemente, quella delle giocate utili (il miglior piazzamento nelle speciali graduatorie). Undicesima posizione per quanto riguarda il baricentro della squadra, decimo relativamente alle occasioni, ma diciassettesimo per quanto riguarda i tiri, dato da migliorare nel finale di stagione. Ma nel complesso numeri che danno l’idea di un Brescia che sta proprio nella terra di mezzo.

E i singoli? Van de Looi (e qui la mano di Clotet c’è) è in testa nella classifica interna dei passaggi filtanti utili, Bisoli in quella dei contrasti, Martella in quella dei cross su azione utili, nonostante le rondinelle nelle ultime gare abbiano dimostrato di «pendere a destra» sull’asse Karacic-Bisoli. Ayé, ma non potrebbe essere altrimenti visto il rendimento degli altri attaccanti, è non solo il goleador con 9 centri, ma anche il miglior assist-man e colui che tira maggiormente verso lo specchio. Donnarumma in compenso, con Spalek, è quello che subisce più interventi fallosi, nonostante 18 presenze in campo e poco più di 1.000 minuti giocati fino ad ora.

Lo studio dei tiri in porta vede le rondinelle più attive nell’ultimo quarto d’ora della prima frazione e comunque nel complesso nei primi 45 minuti (53% contro il 47% della ripresa). Biancazzurri che sanno colpire sotto porta molto più degli avversari - basti pensare alla maggior parte delle reti di Ayé - ma che da dentro l’area devono migliorare. Un Brescia insomma che nel mezzo ha trovato la sua virtù, ma che deve andare oltre se ora vuole mettere «off» legato a «play».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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