Sport

Plebani d’argento alle Paralimpiadi con una prova tutta cuore

Mario Nicoliello
La poliedrica palazzolese, che aveva vinto il bronzo a Tokyo, si migliora a Parigi con una grande prestazione nella prova di triathlon
Veronica Yoko Plebani sorride con il suo argento - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Veronica Yoko Plebani sorride con il suo argento - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Una ragazza nata sull’Oglio per rivestirsi d’argento doveva tuffarsi nella Senna. Il fiume è l’ambiente naturale della vita di Veronica Yoko Plebani, che con ventiquattr’ore di ritardo ha acciuffato la seconda piazza nella prova di triathlon.

Meno male che c’è stato il rinvio, perché in quel giorno in più Plebani ha fatto quadrare un cerchio destinato a rimanere aperto senza quell’ultimo sprint, più mentale che fisico, compiuto proprio a ridosso del via.

Distanze

Nuotare, pedalare e correre: 750 metri di bracciate nella Senna, 20 chilometri di pedalate attorno al Grand Palais, 5 chilometri di corsa con le protesi per presentarsi sulla passerella del Ponte Alessandro Terzo. È un triathlon d’argento per la ventottenne di Palazzolo che migliora di una posizione la terza casella giapponese di tre anni fa.

  • Paralimpiadi, Plebani oro nel triathlon
    Paralimpiadi, Plebani d'argento nel triathlon - Foto Ansa/Cip Luca Pagliaricci © www.giornaledibrescia.it
  • Paralimpiadi, Plebani oro nel triathlon
    Paralimpiadi, Plebani d'argento nel triathlon - Foto Ansa/Cip Luca Pagliaricci © www.giornaledibrescia.it
  • Paralimpiadi, Plebani oro nel triathlon
    Paralimpiadi, Plebani d'argento nel triathlon - Foto Ansa/Cip Luca Pagliaricci © www.giornaledibrescia.it
  • Paralimpiadi, Plebani oro nel triathlon
    Paralimpiadi, Plebani d'argento nel triathlon - Foto Ansa/Cip Luca Pagliaricci © www.giornaledibrescia.it
  • Paralimpiadi, Plebani oro nel triathlon
    Paralimpiadi, Plebani d'argento nel triathlon - Foto Ansa/Cip Luca Pagliaricci © www.giornaledibrescia.it

Gara posticipata, avversarie dure, percorso difficile, eppure Plebani ha sfoderato il miglior mix della sua vita nelle tre arti, in occasione della sua ultima recita nella specialità multipla. Lascia il triathlon non per abbandonare lo sport, bensì per trovare nuovi stimoli altrove. Intanto però si gode un traguardo tanto sudato, quanto sognato. Il suo motto è «quando le cose cambiano io son contenta», pertanto alle tre specialità lei preferisce aggiungerne una quarta, l’adattamento. Un’arte congeniale a chi è passata con profitto dalla canoa allo snowboard, dal nuoto alla bicicletta, fino alla corsa. E che adesso con l’approssimarsi di Milano-Cortina potrebbe rispolverare l’ambiente invernale.

In una mattinata calda, con Parigi tornata alla normalità dopo la fine delle vacanze, è nel nuoto che Plebani comincia la sua lotta. Una battaglia arcigna con le rivali, per via della poca visibilità dato che col sole in faccia si faceva fatica a vedere le boe. In più c’era da domare la corrente e per orientarsi si faceva a pugni. Al pontile Plebani è seconda alle spalle della statunitense Danz, posizioni che rimarranno cristallizzate fino al termine. La bicicletta, arma forte della bresciana, non la preoccupava, nella corsa temeva di essere raggiunta e superata da chi le stava alle spalle e invece tutto ciò non avviene.

Oltre gli ostacoli

È quindi la giornata giusta per Veronica Yoko, che ha faticato oltremodo nella preparazione perché faticava a trovare l’ambiente giusto. A Parigi si è spogliata dei pensieri ed è volata transitando con merito da una specialità all’altra.

L’oro è rimasto a 1’06”, l’argento è stato protetto con un vantaggio di 56 secondi sull’altra statunitense Seely. Bronzo a Tokyo, argento a Parigi, adesso chissà. Ha tante idee nella sua testa, ma deciderà dopo le vacanze. Intanto festa ieri sera a Casa Italia, dove era presente anche Giuseppe Romele.

Il camuno ha stretto i denti, lottato come non mai e chiuso al quarto posto, ma la sua fatica è stata vanificata da una squalifica per un passaggio nella zona di cambio alla fine del primo giro in handbike. Peccato perché Romele era stato autore di una performance di grande livello.

Nel nuoto si era messo in testa ed era uscito dal fiume al comando, nella frazione in handbike ha resistito al ritorno dei più forti oltre il previsto. Di sicuro non si aspettava di essere così avanti nella frazione con la carrozzina, dove ha dovuto scontare una penalità per aver sbagliato l’ingresso al cambio. Errori non da Paralimpiade, ma che alla prima recita estiva possono starci. Negli sport invernali ha più gare nel suo programma, qui soltanto una. Quindi Giochi finiti, ma solo per questa edizione. Magari a Los Angeles lo vedremo all’opera sia nel triathlon sia nel ciclismo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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