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GIRO D'ITALIA VIRTUALE

Martinelli, maglia rosa solidale al Giro d'Italia virtuale


Sport
21 apr 2020, 17:28
Davide Martinelli in tenuta da anti-covid-19 mentre in bici consegna spese e farmaci

Davide Martinelli in tenuta da anti-covid-19 mentre in bici consegna spese e farmaci

Il Giro d'Italia di ciclismo non si ferma, almeno a livello virtuale. E dice bene ai portacolori dell'Astana e in particolare al bresciano di Rovato, Davide Martinelli, che dopo la prima tappa della gara si ritrova subito in maglia rosa con il compagno Lutsenko. Ma ancor prima può vantare ben altro traguardo, che ha a che fare più con i valori dello sport che con le competizioni in senso stretto. Tanto che la sua impresa più bella, al tempo del coronavirus, ha fatto il giro del mondo ed è già balzata agli onori nientemeno che del New York Times e del Washington Post. 

Anche prima di mettersi sui rulli per competere con i big del ciclismo mondiale nella versione online del Giro, infatti, il giovane atleta, noto come il Diretto di Lodetto, è divenuto testimonial d'eccezione per la sua adesione all'iniziativa dei ragazzi della frazione rovatese («Lodetto Solidale» il nome dell'estemporaneo sodalizio). Ha infatti messo a disposizione la sua bicicletta e le sue gambe da «super pro» per consegnare le borse della spesa o della farmacia a chi nel borgo ne ha necessità. Una storia che con semplicità lui stesso ha ripercorso sui suoi profili social.

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Tutto nasce grazie a un gruppo di ragazzi Lodettesi tra i quali mio cugino Stefano, che si è organizzato per la consegna a domicilio di farmaci ed alimentari alle persone, soprattutto anziane, che non hanno la possibilità di recarsi a Rovato per acquistarli. Ho sentito varie storie, che mi hanno toccato, di persone impossibilitate a recarsi nel nostro capoluogo che grazie a questi volontari hanno risolto i loro problemi! Negli anni ho ricevuto davvero tanto dalla mia comunità, però difficilmente ho avuto l’occasione di ripagarla per via della vita che spesso mi porta ad essere lontano da casa. Sono legatissimo al mio Lodetto, comunità di poco più di 1500 persone, dove sfortunatamente non c’è né una farmacia né alcun negozio di alimentari! Dentro di me penso: è la mia occasione per rendermi utile e ripagare le tante persone che mi hanno sempre sostenuto negli anni, e dare una mano a chi in questo momento ne ha bisogno. Ho una bici, 2 gambe ormai non molto allenate e uno zaino, e niente.. oggi ho avuto l’onore di poter andare in farmacia a ritirare dei medicinali per una coppia di anziani, in totale 30 minuti e una decina di km, nulla di speciale per un atleta, ma quando glieli ho consegnati sull’uscio di casa, ovviamente con le dovute precauzioni (mascherina e guanti) ho sentito un grazie, che ancora ora mi rimbomba in testa. Sono l’uomo più felice del mondo, bello il ciclismo, bello tutto, ma essere utile al prossimo è impagabile. Come diceva il presidente del mio fanclub il compianto, Don Ettore Piceni: a Lodetto non ci sono la farmacia e non ci sono i negozi ma c’è una comunità unita e forte. Dimostriamolo una volta in più! Se potete fare qualcosa per gli altri, fatelo, la soddisfazione sarà enorme! Per info e consegne 🚚 contattare @foiaforfree o anche direttamente me! La bici è sempre pronta, anche oggi ! 🚲 📦 • Ora salgo sui miei @tacxperience per la mia razione quotidiana di rulli, così la prossima volta consegnerò ancora più in fretta 😀

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Dalle colonne del GdB, questa storia è rimbalzata sui media nazionali e di lì ai lanci di Associated Press, una delle più importanti agenzie di stampa mondiali, ripresi infine a loro volta da alcuni dei maggiori quotidiani del mondo. I media statunitensi celebrano la scelta del giovane corridore come una «moral victory» anche in assenza di una gara vera e propria. Quasi a evocare, con i dovuti distinguo, un campionissimo di altri tempi, quel Gino Bartali che della bici da corsa aveva fatto lo strumento con cui trasportare i documenti indispensabili a salvare tanti ebrei dalla deportazione.  

A proposito di gare, però, che la passionaccia per le due ruote a trazione umana stia sopravvivendo grazie ai rulli e alla tecnologia pure allo stop forzato imposto dal coronavirus, è cosa che ben sanno tutti gli appassionati di ciclismo. Il rinvio di grandi classiche e gare a tappe vere, insomma, non ha mandato certo in soffitta la voglia di sfida che ha trovato così negli avatar di varie piattaforme digitali un nuovo terreno di confronto ai massimi livelli: una bella conferma del radicamento di una disciplina che specie nel Bresciano ha una storia lunga.

Lo stesso Davide Martinelli, maglia dell'Astana e grinta come fosse su strada, è salito sui rulli per prendere parte al Giro d'Italia virtuale. Accanto a lui, sotto il portico di casa attrezzato persino coi ventilatori a simulare appieno le condizioni della corsa, non poteva mancare papà Beppe, altro nome noto agli amanti del ciclismo.

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Davide assieme al compagno di squadra Alexey Lutsenko ha subito regalato la maglia rosa al suo team, dopo i 32,1 km della San Salvo-Tortoreto (da Controguerra) lungo i quali si sono confrontate ben otto squadre. Il secondo piazzamento è spettato alla Nazionale italiana del ct Davide Cassani - sui rulli con Elia Viviani e Samuele Zoccarata -, seguita dal Team Bahrain-McLaren di Fred Wright e Grega Bola.

La seconda delle sette tappe previste è fissata per domani sui 32,7 km che collegano Linaro a Sogliano al Rubicone. Con l'ausilio di un simulatore verrà ricoperta parte del percorso della tappa n.12, la Cesenatico-Cesenatico. Oltre 7.000 finora gli iscritti sulla piattaforma www.garminvirtualride.com/it, in rappresentanza di 106 Paesi (su tutti Italia, Spagna, Olanda, Giappone e Gran Bretagna). E la seconda tappa vedrà sui rulli un altro big del ciclismo bresciano: sempre per i colori dell'Astana, correrà infatti anche Sonny Colbrelli. Anche lui si è già distinto, al pari dello stesso Davide e di molti altri pro bresciani, donando propri cimeli per l'asta benefica del ciclismo promossa a sostegno di realtà bresciane in prima linea contro il Covid-19. Mentre giovedì toccherà al Giro Legends, con nomi del calibro di Ivan Basso, Stefano Garzelli e Claudio Chiappucci.

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