La voce del verbo sognare è il suo cavallo di battaglia: la sa coniugare in tutti i tempi e in tutti i modi, che sia stato con un pallone tra i piedi prima, che sia con una chitarra tra le mani ora. È una cosa, quella del sognare a ogni costo, che ha dentro da quando era piccolo: «Perché come può smettere di sognare uno che è riuscito a giocare a calcio e ad arrivare in Italia essendo nato nel sud dell’Argentina, dove il calcio praticamente non esiste? Per questo dico che non si può e non si deve mai smettere di sognare, anche in grande».
Raccogliamo ed accogliamo questo inno al «bambino che è in noi» attraverso una videochiamata via whatsapp con Buenos Aires. Dall’altra parte dello schermo c’è un giovane uomo di 33 anni, Juan Ignacio Antonio che come 10 anni fa da queste parti, con la maglia del Brescia (cinque mesi nella stagione 2010-2011, altrettanti nel 2011-2012), provava a mandare in gol Caracciolo e Jonathas, adesso prova a sfondare come cantante.



