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Jacobs: «Posso migliorare, a 9’’90 si arriva al bronzo olimpico»

Il primatista italiano sui 100 metri racconta i prossimi step e le aspettative per Tokyo
A Savona, Marcell Jacobs posa a fianco del tabellone con il record dei 100 - Foto © www.giornaledibrescia.it
A Savona, Marcell Jacobs posa a fianco del tabellone con il record dei 100 - Foto © www.giornaledibrescia.it
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La prima notte da recordman italiano dei 100 metri, Marcell Jacobs l’ha trascorsa praticamente in bianco: «Con l’adrenalina che avevo in corpo non sono riuscito a chiudere occhio. Ho guardato il soffitto nella camera di Savona senza addormentarmi». Venerdì sera invece «alle nove mi sono seduto sul divano di casa a Roma e mi son risvegliato il giorno dopo».

In tempo comunque per allenarsi e chiudere il suo programma settimanale. Poi alle cinque e mezza della sera l’uomo più veloce d’Italia risponde alle domande del Giornale di Brescia, cominciando proprio dall’affetto ricevuto dalla sua terra d’infanzia.

Come hanno preso questo record italiano sul Garda? «I messaggi che mi hanno spedito gli amici di Desenzano sono stati tantissimi. Li ringrazio tutti per la vicinanza e mi dispiace non poterli riabbracciare. Purtroppo il mio programma è molto fitto e penso di non poter tornare sul Garda prima della fine di agosto».

In agenda ci sono già un 100 metri sabato prossimo a Rieti, poi il doppio impegno al Campionato europeo a squadre in Polonia a fine maggio, quindi il Golden Gala di Firenze il 10 giugno. Che settimane saranno? «Non credo che Filippo Tortu sarà in gara a Rieti, ma ora la sua presenza o assenza non fa differenza: penso solo a me stesso e a migliorarmi. Lavorerò anche sulla staffetta, perché ai Giochi voglio puntare al bottino pieno. Il Golden Gala sarà quello il primo banco di prova con i rivali internazionali. In quell’occasione potrò confrontarmi da vicino con chi aspirerà alla medaglia olimpica».

Secondo lei i papabili per il podio a Tokyo saranno gli statunitensi Bromell e Gatlin, il sudafricano Simbine e il canadese DeGrasse? «Per vincere servirà 9”80, per il bronzo penso che 9”90 possa bastare. Il mio obiettivo, come già dichiarato più volte, è innanzitutto centrare la finale, cosa finora mai riuscita a un italiano. Poi, una volta dentro i migliori otto, mi giocherò tutte le carte».

Analizzando la volata di Savona, ritiene che ci siano ampi margini per migliorare il suo 9”95? «Ci sono stati alcuni piccoli errori tecnici e soprattutto mi è mancato lo stimolo di un avversario forte accanto. Quest’anno ho capito che non serve dividere i 100 metri in partenza, accelerazione, lanciato e finale. Si tratta infatti di un’accelerazione continua in cui contano la potenza e le frequenze».

La sorpresa che la compagna Nicole e i tre figli hanno riservato a Jacobs - Foto © www.giornaledibrescia.it
La sorpresa che la compagna Nicole e i tre figli hanno riservato a Jacobs - Foto © www.giornaledibrescia.it

Elementi sui quali sta lavorando quotidianamente nella Capitale agli ordini di Paolo Camossi? «Il Coni ci ha messo a disposizione sia dei blocchi di partenza molto tecnologici che ci consentono di raccogliere dati sull’avvio, sia un macchinario che mi fa da scudo nella corsa e mi fornisce utili informazioni sulla prestazione».

Particolari non di poco conto. E adesso inizia ad essere conteso anche dai grandi organizzatori internazionali? «Ho già ricevuto l’invito per il meeting di Montecarlo di inizio luglio, così come si sono fatti avanti anche da Eugene per dopo le Olimpiadi. Ancora non ho deciso nel dettaglio il programma dal Golden Gala in avanti, ma conto ovviamente di farlo al più presto».

Intanto in ottica Giochi la priorità è anche il vaccino? «In settimana farò un esame sierologico per capire se ho avuto o meno il Covid senza rendermene conto, così da decidere le dosi e i tempi della vaccinazione. Partirò per il Giappone il 21 luglio e probabilmente dopo le Olimpiadi di Tokyo mi fermerò ancora all’estero per una serie di riunioni in programma».

Infine un pensiero sulla propria crescita personale: come si ritiene cambiato negli ultimi tempi? «Ho fatto tanti sbagli nella vita, ma gli errori mi hanno anche aiutato a maturare. Non è stato mai tutto perfetto, però ora sento di aver imboccato per davvero la strada giusta».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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