Sport

Con i Giochi diventiamo un po' tifosi del mondo

Le imprese dei campioni di qualsiasi provenienza e le storie degli outsider hanno un potere attrattivo insuperabile
Tutte le discipline olimpiche sono appassionanti e celano storie uniche - Foto Ansa/Epa/Wu Hong © www.giornaledibrescia.it
Tutte le discipline olimpiche sono appassionanti e celano storie uniche - Foto Ansa/Epa/Wu Hong © www.giornaledibrescia.it
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Non riesco a essere in disaccordo con chi afferma che la vittoria a Euro 2020 abbia ricompattato l’Italia. Un successo sportivo di grande portata risolve i problemi di un Paese? No. Ci rende tutti amici? Nemmeno. Ma è vitamina per lo spirito. E pure per il senso di appartenenza.

Le Olimpiadi, però, sono un’altra cosa. Durante l’anno, il calcio divide le città, mentre il pallone delle Nazionali contrappone stati e popolazioni. I Giochi, invece, per la loro stessa natura, viaggiano su altre frequenze. E per sedici giorni offrono a tutti gli appassionati (ma anche a un pubblico generalista) l’opportunità di diventare tifosi del mondo intero. Ciò non significa che si smetta di tifare per gli atleti italiani. O per il plotone dei bresciani a Tokyo. Ma le imprese dei campioni di qualsiasi provenienza e le storie degli outsider - di cui le Olimpiadi sono teatro naturale - hanno un potere attrattivo insuperabile. E non replicabile.

Come è noto, i Giochi ci fanno palpitare per un paio di settimane per sport che fino all’edizione successiva, purtroppo, non ci daremo il tempo di godere appieno. Eppure la chance è qui, e va colta. Nonostante le mascherine, la pandemia, gli stadi e gli impianti vuoti. I cinque cerchi possono quadrare. Quadreranno, anzi. E possono farci diventare tifosi del mondo. In ogni senso - oggi più che mai - ce ne sarebbe bisogno.

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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