Pogacar in Franciacorta: «Punto ai tre grandi Giri in una stagione»
La notizia, vuoi per la velocità dei social, si è sparsa immediatamente a macchia d’olio: Tadej Pogacar, il campione del mondo, massima icona del ciclismo moderno, sta pedalando in questi giorni in Franciacorta. Non è un bufala, né tantomeno un miraggio o un sosia che interpreta lo sloveno (per anni un sosia di Pantani ha fatto la comparsa alle Gran Fondo strappando applausi).
Padel e festa

È proprio lo sloveno che ha percorso in lungo e largo le strade della Franciacorta per mantenersi in allenamento e prepararsi ai due eventi di ieri: il torneo di padel fra i campioni di ciclismo e la festa al Qi della scuderia A&J partners guidata dai fratelli Carera che da 18 anni hanno scelto il locale di Erbusco per festeggiare la fine dell’annata.
Sorrisi

Quest’anno il party assume i contorni di una vera festa, complice l’annata a dir poco eccezionale del suo uomo di punta, visto che Pogacar è stato capace di inanellare il record stagionale di vittorie assolute (25), la doppietta Giro e Tour (non accadeva dai tempi di Pantani) a cui ha aggiunto il Mondiale (solo Merckx e Roche come lui) e le due classiche monumento più dure in assoluto, Liegi e Lombardia.
Le parole
Rincorriamo Pogacar lungo i corridoi del Qi mentre va a cambiarsi. Lui è sempre molto gentile e disponibile, un pochino meno il suo ufficio stampa che deve fargli da scudo. Riesce comunque a rispondere brevemente ad alcune nostre domande.
Stasera grande party per una grande stagione?
«Quest’anno è andato tutto come avevamo previsto, senza intoppi. Sì, è stata una grande stagione, vincere il Giro per la prima volta è stata una emozione particolare così come tornare sul podio più alto del Tour de France e poi il Mondiale. Non potevo chiedere di più».
Una stagione irripetibile?
«Mi auguro di no, lavoro sempre nuovi obiettivi».
Sogno tris
E poi, ovviamente, un pensiero alla maglia rosa e Tadej dice così a Sky: «È stato bello vincere il Giro d’Italia, mi piacerebbe puntare ai tre grandi giri in una sola stagione». Il suo procuratore Alex Carera che da 18 anni organizza la festa ad Erbusco, dice però: «Vedremo, intanto lo intriga la possibile accoppiata Tour e Vuelta, è da un po’ che non va in Spagna. Il Giro non c’è ancora e non si sa se sarà adatto alle caratteristiche di Tadej».

La serata scivola via fra balli, premiazioni, proiezioni di filmati che esaltano i titoli vinti dalla scuderia bresciano-bergamasca, in 20 anni di attività diventata la prima agenzia mondiale per i ciclisti. E il numero 1 al mondo è il fiore all’occhiello. Qualcuno lo ha già ribattezzato il Sinner dei pedali. L’effetto è simile, porta nuovo interesse verso questo sport. Peccato solo non sia italiano.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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