Ciclismo

Giro d’Italia, le tappe sugli sterrati condizionano la corsa

Beppe Martinelli
La vittoria di Van Aert fa felici tutti e che sorpresa la nuova maglia rosa Del Toro
Van Aert trionfa a Siena
Van Aert trionfa a Siena
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Sono venuto a Siena per seguire l’internazionale Juniores di sabato e mi sono fermato per vedere il Giro. La vittoria di Van Aert fa felici tutti, me compreso. Tutta la piazza tifava per il belga che aveva bisogno di una vittoria come il pane. Invece la nuova maglia rosa Del Toro non pensavo fosse così forte. Oggi mi ha sorpreso anche ora non vorrei essere in casa Uae dove il capitano in pectore Ayuso è stato messo in difficoltà. Credo tuttavia che la resa dei conti sarà rinviata a martedì sera, dopo la cronometro. Con la classifica alla mano si deciderà chi è il vero capitano della squadra. Tuttavia Ayuso ha commesso un errore, ovvero non tirare a sufficienza per distanziare ancora di più Roglic che è stato particolarmente sfortunato.

Su una tappa di questo tipo mi sono confrontato in questi giorni con Francesco Moser e la pensiamo allo stesso modo: una tappa sugli sterrati nell’economia di un Giro d’Italia non dovrebbe esserci perché rischia di condizionare la corsa. È certamente spettacolare, ma solo se va tutto bene. Roglic ad esempio ha perso oltre un minuto sui favoriti non per colpa sua, ma solo perché è caduto e ha bucato. Infine ho visto bene Ciccone, Bernal, Carapaz e Tiberi. C’è un bel gruppo che lotta per il podio di questo Giro. Credo che nell’ultima settimana ci divertiremo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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