Ciclismo

Giro d’Italia, Roglic troppo solo: Giulio fuori, Tiberi deve osare

Beppe Martinelli
Oggi ci sarà la vera salita, quella al Monte Grappa, sperando anche in qualche mossa di Ayuso
Primoz Roglic - Foto Ansa/Luca Zennaro © www.giornaledibrescia.it
Primoz Roglic - Foto Ansa/Luca Zennaro © www.giornaledibrescia.it
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È stata la tappa che non ti aspetti e che può condizionare il resto della corsa. Purtroppo per noi italiani ha penalizzato Tiberi e lo sfortunato Ciccone. Se l’abruzzese è fuori dai giochi per la classifica, il laziale della Bahrain potrebbe rientrare. Piuttosto non capisco cosa aspettava la sua squadra a fermare tutti i gregari per consentire a Tiberi di rientrare quanto meno nel gruppo principale. Forse la confusione del momento ha creato qualche problema in ammiraglia. La tappa ci ha detto di un Del Toro protetto anche dalla buona stella e quando si unisce la buona sorte con la forma fisica e la lucidità è più difficile batterlo.

La prima vera salita

Adesso mi aspetto, a partire dalla giornata di oggi con la prima vera salita (Monte Grappa ndr.) degli attacchi da lontano di Tiberi per rientrare in classifica, ma mi attendo anche qualche mossa di Ayuso per riprendersi i gradi di capitano.

Roglic

Un discorso a parte lo merita Roglic perchè è arrivato al Giro nella condizione di poterlo vincere, ma paradossalmente senza squadra. Anche ieri c’era il solo Pellizzari a dargli una mano in salita. È la dimostrazione che non bastano i milioni della Red Bull per fare una squadra, servono dirigenti capaci e direttori sportivi in grado di allestire una formazione per vincere una corsa a tappe.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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