Squadre italiane nel World Tour negli ultimi anni: zero. Italiani in gara all’ultimo Giro d’Italia: meno di venti. Corridori bresciani presenti nelle squadre del World Tour 2026: uno. Sono alcuni dei numeri impietosi che fotografano lo stato del ciclismo italiano e di riflesso quello bresciano e che costringono ogni anno che passa i ciclisti di casa nostra a emigrare in formazioni straniere in cerca di fortuna e uno spazio per correre.
Gli ultimi a scegliere di andare all’estero sono Giosuè Epis che dopo l’esperienza con la francese Arkea nel World Tour ha dovuto trovare in fretta e furia una sistemazione. È andato in Messico alla Petrolike anche se il team ha una gestione italiana ed è l’erede dell’Androni di Gianni Savio. Comunque un team continental, neppure professional anche se con un buon calendario internazionale. Altro ciclista che ha preso la via ancora più estrema è Filippo Tagliani che dopo l’esperienza biennale con il team di Giuliani (gestione italiana ma passaporto rumeno) andrà con tutta probabilità al team cinese Metec e difficilmente lo vedremo correre ancora in Italia.




