Alla fine Jakub Mareczko ha detto basta. «Non sopporto più stare mesi lontano da casa, cambiare ogni giorno albergo, seguire tabelle, programmazioni, una vita sacrificata allo sport in tutti i suoi aspetti. Adesso ho un figlio (Alexander ndr.) che voglio vedere crescere e una vita normale».
Scende di sella a soli 31 anni dopo 11 da pro, il velocista di Puegnago, doppio passaporto, italiano e polacco (nato in Polonia ma dall’età di 4 anni si trasferisce in Italia) dopo aver collezionato 67 vittorie fra i professionisti che lo pongono al terzo posto nella graduatoria dei ciclisti bresciani di ogni tempo per numero di successi (dietro a Michele Dancelli con 73 e Guido Bontempi 80).




