Ospitaletto, Mozzanica è l’uomo in più per arrivare in C

Suo il gol realizzato al 95’ che vale l’allungo per la promozione nella gara contro il Desenzano
Giovanni Gardani
Jacopo Mozzanica
Jacopo Mozzanica

Dentro un gol decisivo segnato al 95’ di un derby sentitissimo e che conferma il primato in solitaria potrebbe essere scritta la macrostoria del campionato. Ma c’è anche un’altra storia, di rinascita sportiva e umana, quella di Jacopo Mozzanica, che domenica ha spinto l’Ospitaletto ancora più in alto, dentro un sogno che «soltanto a pensarlo – per dirla con il vice allenatore Antonio Giosa nel dopo gara – vengono i brividi».

Il virgolettato che avete appena letto sarà anche l’unico di queste righe, perché la società ha deciso di indire un silenzio stampa fino a data da destinarsi (probabilmente fino a fine campionato) che sarà rotto soltanto dalle dichiarazioni pre e post match dell’allenatore Quaresmini e del suo vice Giosa.

Emblema

Ma la storia di Mozzanica, mediano classe 1996, merita di essere raccontata anche senza la viva voce del protagonista. Nella stagione 2022/2023 Mozzanica è al Franciacorta e ad un certo punto deve fermarsi: aritmia cardiaca, non un banale infortunio, ma un contrattempo pesante, che può costare la carriera. Per fortuna i controlli vanno bene, dopo qualche accertamento il giocatore può ritrovare il suo posto in mezzo al campo.

Franciacorta, Pro Palazzolo (dove, in verità, spazio ne trova poco), il prestito al Ponte San Pietro e poi l’Ospitaletto. Un ritorno a casa, o meglio in provincia, che inizia bene e poi rivive gli incubi del passato. Per fortuna stavolta non c’è un’aritmia a toglierlo dal campo, ma un problema al tendine della coscia destra, dovuto – pare – anche alla natura dei campi in sintetico che non aiutano la fibra del giocatore.

Mozzanica parte bene, a dirla tutta: non è titolare fisso in una mediana che Quaresmini ormai ha mandato a memoria con Cantamessa-Panatti-Guarneri che suonano come una filastrocca. Ma lui è il quarto, l’uomo in più, quello che entra per rialzare il ritmo e magari spaccare la partita col tiro da fuori. Lo fa in casa della Casatese Merate, alla quarta giornata, dove in realtà si prende la maglia nell’undici iniziale ma dove, dopo un successo che all’epoca non sembra così importante (i lecchesi navigavano in cattive acque, ma si riprenderanno tornando protagonisti), si fa male proprio al tendine. Il recupero non è rapido ma, rivistosi in panchina alla 15ª, contro il Vigasio alla 21ª Mozzanica batte un altro colpo per il gol sicurezza. Colleziona in totale 13 presenze (7 da subentrato) con 3 gol.

Valore

Il terzo centro è storia nota, nel derby che vale il rinnovato +3 sulla Folgore e l’allungo su tutte le altre. Un gol non casuale: tiro secco di mezzo esterno collo, specialità della casa. Un gol che offre due conferme statistiche: il peso delle reti dei subentrati (sesto gol dalla panchina oltre ai due di Barwuah e uno a testa di Baraye, Gritti e Guarneri, ma questo di Mozzanica è decisamente il più importante); e la capacità dell’Ospitaletto di rimontare. Per la terza volta da una situazione di svantaggio la capolista vince (le altre due volte col Chievo, sempre 2-1), e in totale, con tre pari guadagnati, sono 12 i punti messi in carniere dopo essere stati in apnea. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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