Serie D: Breno, vittoria e festa salvezza al Tassara

Con il 4-1 rifilato all’Arconatese scacciata definitivamente l’insidia play out, per i camuni sarà la settima stagione consecutiva nell’attuale categoria
Giovanni Gardani
L'esultanza dei giocatori a fine gara - © www.giornaledibrescia.it
L'esultanza dei giocatori a fine gara - © www.giornaledibrescia.it

E così, alla fine di un girone di ritorno contraddistinto anche da alcuni primati negativi, finalmente il Breno riesce a migliorare sè stesso: se a inizio stagione – lontano dai microfoni – il presidente Mario Cocchi aveva scherzato alla vigilia del sesto campionato consecutivo di D («mi assegno un bel 6 politico» disse), ora potrà alzare il voto di un punto.

Nel 2025-2026 il Breno giocherà la quarta serie nazionale per la settima stagione di fila. Sarebbe stato così, stanti i risultati dagli altri campi che cancellano del tutto i play out, facendo retrocedere il Magenta assieme a Fanfulla, Ciliverghe e Arconatese, anche in caso di ko. Ma avere vinto così bene, dopo un primo quarto d’ora di streghe, è stato un segnale dato a se stessi e al Tassara, che non vedeva il Breno vincere da due mesi secchi, dal 3-1 al Ciliverghe di inizio marzo.

La cronaca

Pelamatti ha il cuore tenero da ex e al 7’ colpisce male dal cuore dell’area; la prende invece bene (ma centrale) Nacci al 9’, che dà la sveglia ai camuni. Al 23’ si spezza l’incantesimo: Verzeni, che se difendesse così come attacca sarebbe fuoriserie in D, affonda a destra in contropiede e centra per Bassini che fa 1-0. Sembra tutto facile e lo sarà, ma prima serve una prodezza di Delvecchio che unghia via la zuccata a colpo sicuro di Del Carro da corner al 34’.

Sulla ripartenza che segue la partita si chiude: Moscatelli lancia Verzeni, che vince il flipper col portiere in uscita e raddoppia. Dilagano nella ripresa i granata: con Verzeni (due gol e due assist), che va via a Luoni e porge a Contessi il pallone del tris. E ancora con Verzeni su punizione da distanza siderale, una primizia della casa, dopo almeno tre nitide occasioni.

Festa

La parata di Delvecchio su Coulibaly e il bel gol (di testa a palombella) di Luoni non scalfiscono la festa. E’ salvezza: certo, poteva arrivare prima ed è stata una piccola impresa al contrario avere scortato l’aritmetica certezza fin qui. Ma negli annali, alla fine, ci si ricorda prima di tutto del risultato finale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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