I tre fratelli del gol: a casa Scidone è sempre la domenica d’Eccellenza

Puntuali all’anagrafe, uno ogni due anni. E ora anche sotto rete. La Scidone dinasty continua con tre fratelli di via Cremona, in città, protagonisti in Eccellenza: da Francesco, classe 1998, doppiettista per il Darfo Boario nonostante il ko; a Gabriele, classe 2000, che visto anche il ruolo non è riuscito a segnare ma ha aiutato il Ciliverghe a completare la settimana da 7 punti in tre gare; infine a Mariano, classe 2002, che ha firmato il pari della Bedizzolese.
Speranza
Insieme hanno giocato soltanto Francesco e Gabriele a Casalromano e Montichiari, «ma il sogno - dice Francesco - è un giorno avere tutti e tre la stessa maglia. Anche se forse, per come siamo, ci manderemmo amichevolmente a quel paese e per l’allenatore sarebbe un super lavoro». Gabriele è mediano, segna meno per ruolo, ma non ne soffre. «Prima agivo più sulla trequarti, ora da mezz’ala ho trovato la mia comfort zone: ciò non significa che non segnerò mai. Mi piace inserirmi e dunque la porta la vedrò ancora, spero». Tra Francesco e Mariano, invece, è sfida del gol. «L’anno scorso ho vinto io - sorride il più giovane - ma, pur essendo entrambe seconde punte, lui sotto porta è più bravo. Diciamo che io preferisco partire più da lontano, quasi da fantasista. Francesco, pur non essendo una prima punta, ha più movimenti d’area».

La scuola è la stessa, il Ciliverghe. «E prima ancora la scuola è la famiglia - spiega Francesco - con nostro papà Rocco che ci portava allo stadio di San Siro a vedere l’Inter e poi all’oratorio di Santa Maria della Vittoria per sfide un po’ più alla portata. Poi io mi sono convertito alla fede milanista, mentre Gabriele e Mariano sono rimasti fedeli alla causa interista. Ultimamente sta andando un po’ meglio a loro...».
Niente sconti
Rapporto fraterno, ma anche tanta rivalità. «Sul campo non ci facciamo sconti - spiega Mariano - ed è questo il motivo per cui non so se riusciremmo a reggere una stagione nella stessa squadra. Sono sincero: da un lato c’è la curiosità, dall’altro però non so quanto saremmo compatibili. Forse non tatticamente, ma caratterialmente». «Il sogno comune - ricorda Gabriele - è sempre stato quello di diventare professionisti. Però direi che essere arrivati tutti e tre in Eccellenza è già un bel traguardo, non banale. Peraltro siamo davvero cresciuti insieme: quando Francesco al Ciliverghe era nella Juniores, io ero negli Allievi e Mariano nei Giovanissimi».
Dal fratello maggiore è mai arrivato qualche consiglio? «Non ho dieci anni in più - spiega Francesco - dunque non mi sento un secondo padre. L’unico consiglio che ho sempre dato loro è di non mollare mai, anche quando magari non erano titolari. Ho vissuto le stesse emozioni e mi sono sentito di dare questo suggerimento». La prossima domenica perfetta passa da un gol segnato da ciascuno di voi... «È una sfida anche questa: non è facile, ma se lo fosse non ci sarebbe gusto», chiudono all’uniscono i fratelli Scidone. Fratelli di calcio. Fratelli d’Eccellenza.
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